Durata media delle caldaie: quanto durano davvero, secondo un tecnico specializzato
In media, una caldaia può durare tra i 10 e i 15 anni, ma tutto dipende da alcuni fattori: la qualità dell’impianto pre esistente, la frequenza della manutenzione e l’uso quotidiano.
In questo articolo esploreremo meglio questi fattori avvalendoci dell’opinione di un tecnico specializzato.
La durata di una caldaia: cosa dicono gli esperti
Dal parere di un esperto emerge subito un punto chiave: non è solo la marca a fare la differenza, ma soprattutto come viene trattata la caldaia, ossia l’uso quotidiano che se ne fa di essa.
Ancora la manutenzione è un fattore di primaria importanza: una caldaia che riceve controlli regolari e una corretta pulizia, può superare tranquillamente i 15 anni senza particolari problemi. Al contrario, quelle trascurate rischiano di andare “in pensione” già dopo 8-9 anni. Quindi sì, la durata media è una stima che si basa tantissimo sulle abitudini dell’utente, ancora più che sul modello, con inutili contrapposizioni tra caldaie a combustione e caldaie a condensazione più recenti.
Cali di pressione e rumori anomali sono i primi segnali da non ignorare, segnali che però molto spesso passano in sordina. Quando uno di questi campanelli d’allarme si presenta, quello che sarebbe da fare è affidarsi subito ad un centro specializzato ed evitare riparazioni o tentativi fai da te. Ad esempio, se vivi a Roma e possiedi una caldaia Biasi, tra le più diffuse su tutto il territorio italiano, puoi affidarti a centri assistenza Biasi a Roma, come questo: https://assistenzacaldaiebiasi-roma.com/.
Generalmente i centri specializzati si occupano di diversi marchi di caldaie, pertanto sarà facile trovare un tecnico esperto per controllare la tua caldaia.
Ma torniamo ai campanelli d’allarme. Abbiamo detto che questi spesso vengono ignorati, ma in realtà si tratta di importantissimi segnali che ci comunicano che la nostra caldaia sta per incorrere in un guasto alle componenti interne che può portare ad un malfunzionamento.
Vediamo ora, nel prossimo paragrafo, quali sono questi segnali.
I segnali di allarme che ci comunicano che la caldaia ha bisogno di manutenzione o è giunta al termine del suo ciclo di vita
In alcuni casi, i primi segnali di allarme possono essere anche gli ultimi, poiché denotano la fine del ciclo di vita della caldaia. In altri casi invece è possibile intervenire con la sostituzione delle componenti, tramite l’ausilio di un tecnico specializzato.
Generalmente ci sono alcuni campanelli d’allarme comuni, che prescindono il modello o il marchio della caldaia; questi sono:
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abbassamenti improvvisi di pressione nello strumento
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improvvisi getti di acqua fredda
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problemi all’accensione della caldaia
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rumori insoliti e fastidiosi
Questi elencati sono i primi campanelli d’allarme che una caldaia che si avvicina alla decina d’anni, potrebbe dare.
L’abbassamento di pressione, avviene generalmente quando c’è in corso una perdita d’acqua; per questo è sempre bene verificare che non vi siano perdite nei pressi della caldaia. Perdendo acqua, la pressione interna si abbassa e ciò potrebbe causare uno stop della caldaia alla sua accensione. Vi sono poi dei casi nei quali la pressione potrebbe abbassarsi di frequente, ma senza perdite d’acqua. In questo caso le cause potrebbero essere molteplici, quindi è il caso di interpellare il parere di un esperto.
Ancora, improvvisi getti di acqua fredda, magari mentre facciamo la doccia, sono il segnale che qualcosa non va. In questo caso le problematiche potrebbero spaziare tra le componenti interne, pertanto anche in questo caso, fare un’ipotesi sulla causa, diventa complicato. Spesso poi gli improvvisi getti di acqua fredda sono associati a strani rumori, simili a sibili o fischi, o ancora, a rumori metallici. In questo caso è necessario chiamare un tecnico che controlli a fondo l’apparecchio, ma quasi sempre in queste casistiche, sarà necessaria la sostituzione di qualche componente.
Infine, può capitare che la caldaia inizi a dare problemi all’accensione, segnalando sul display degli errori. Questi sono identificati da codici che vengono elencati sul manuale tecnico di istruzioni, quindi facilmente attribuibili alla tipologia di guasto. È però importante non agire in autonomia, ma affidarsi anche in questo caso a un centro assistenza.