Discorso di Capodanno, quando un Balasso è più serio di tanti farisei

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Natalino Balasso

Natalino Balasso

La Nuova Vicenza è un giornale web, e vive alimentandosi non solo, obbligatoriamente, dei fatti reali, ma anche dei fatti altrettanto reali che avvengono nel mondo virtuale on line. Uno di questi, una vera perla da isolare nel flusso della Rete, è l’ennesimo piccolo capolavoro di sagacia satirica del comico veneto Natalino Balasso. In questi ultimi anni Balasso ha pubblicato sul proprio canale Youtube molti video in cui è protagonista di monologhi divertentissimi e intelligentissimi che prendono di mira luoghi comuni politici, cattive abitudini di massa, stupidità dilaganti, totem culturali della società consumista e consumata nello scambiare per normali e giustificate delle ingiustificabili sciocchezze. Bersagli senza tabù: l’economia, la pubblicità, le mode, le retorica e l’antiretorica, il “suo” Nordest, persino papa Bergoglio. A parere di chi scrive, ha del genio. E allora, come augurio per il 2014, oltre e contro i salamelecchi di fine anno sull’ottimismo/pessimismo, eccovi il discorso di Capodanno di Natalino Balasso. E’ di un anno fa, e proprio per questo è attuale. Dire la verità sotto il tiranno era privilegio del giullare, e oggi, a dispetto delle apparenze, una tirannia esiste: quella della banalità. L’umorismo diretto di Balasso vi contrappone un manifesto dell’antipocrisia – anche con qualche ingenuità: sognare un pianeta senza confini, per esempio, è molto poetico ma molto pericoloso per identità e differenze. In ogni caso, come diceva un certo Gesù di Nazareth: “guai ai farisei ipocriti… guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!” (Mt 23,23-28). Buone amare e catartiche risate. a.m.


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