Tutte le idiozie sul glorioso Menti

Share

ringhieraLa recente decisione della giunta Variati di destinare 100 mila euro alla sistemazione della Curva Sud del Menti ha fatto rispuntare l’argomento stadio, un evergreen di cui si discute ormai da sempre. Si tratta dell’ennesimo rattoppo a un vecchio guerriero che meriterebbe più rispetto e che invece è visto come un intralcio all’ennesima operazione edilizia che dovrebbe svilupparsi al suo posto, il polo della meccatronica. Forse non dovrei essere così diffidente dato che neanche so cosa vuol dire meccatronica, ma le recenti operazioni Nuovo Teatro, Dal Molin, Borgo Berga e la nuova orripilante Fiera mi autorizzano a dubitare delle capacità architettonico/paesaggistiche di questa città.
Il vecchio guerriero, dicevamo, meriterebbe migliori cure e invece che si fa? Si pensa a costruire un nuovo impianto, che in italiano corrente vuol dire sempre più spesso “Cattedrale nel deserto”, in una zona periferica della città, uno stadio all’inglese. Lasciando perdere che noi gli inglesi che volevano fare lo stadio all’inglese ce li avevamo in casa e lo stadio non glielo abbiamo concesso, in inghilterra gli stadi all’inglese non ci sono. Non ci sono i bar, i ristoranti, i supermercati o i centri commerciali. Avevano gli stadi vecchi in centro, nel quartiere di appartenenza, strutture poco utilizzate in zone frequentate e nel ristrutturarli li hanno resi più funzionali per i veri abitanti dello stadio stesso: i tifosi. C’è il pub della squadra, lo shop della squadra (mentre qui viene chiuso il Punto Biancorosso) e eventualmente il ristorante e l’albergo, ma sempre a tema. E chi deve fare lo stadio nuovo, lo fa vicino a quello vecchio, perché lì sta la sua gente. Noi invece puntiamo a costruire in una zona lontana, e con i negozi vogliamo spostare la gente. Non mi pare lo stesso tipo di progetto, mi pare l’opposto. Affrontare il dibattito in queste poche righe sarebbe riduttivo, ma penso che anni a prendere freddo, pioggia e insolazioni (oltre che “stomegade”) su quei gradoni mi diano il diritto di dire la mia sulle motivazioni che vengono portate a favore dell’abbandono del Menti. Vediamole.
Lo stadio crea traffico in centro. Vero, come lo creerebbe, magari con negozi sotto, a due passi dal Palladio e dalle Piramidi in un pomeriggio, sabato o domenica che sia, magari in vista del Natale.
Lo stadio è vecchio. Certo, vecchio come un appartamento in un palazzo storico del centro e nessuno scambierebbe una casa da ristrutturare in corso Palladio con una nuova in un condominio di via Zamenhof. Un tesoro così ce l’hanno in pochi e se lo tengono stretto.
Lo stadio è scomodo. Scomodo come il vecchio divano di casa, quello in cui dopo anni hai trovato la posizione perfetta, come Homer o Sheldon Cooper. C’è chi lo trova scomodo ma di solito sono quelli che vengono a casa tua poche volte, non i frequentatori abituali che invece lo trovano accogliente. Scomodo, certo, perché tra orari assurdi, biglietti, norme, tessere, prefiltraggi, daspo e tornelli è sempre più difficile riuscire a entrare in uno stadio. Evidentemente il progetto è avere uno stadio bellissimo con dentro uno spettacolo mediocre che comunque non riusciremo a vedere.
E infine, lo stadio è cadente. Come tutte le cose, anche le cose più preziose, che vengono abbandonate al loro destino senza un minimo di cura. L’immagine che correda questo post l’ho scattata entrando per assistere a Vicenza-ProPatria, il 20 ottobre scorso: qui non servono grandi interventi, basta un’idropulitrice che penso si possa comprare anche a rate, tanto debito più, debito meno…

Share

24 Commenti a "Tutte le idiozie sul glorioso Menti"

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato