Krap, invasione parkour a Schio

Share

parkourC’è una disciplina che da qualche anno fa proseliti in silenzio nel sottobosco urbano. Un fenomeno virale, nelle periferie come sul web, diffuso da giovani atleti che sembrano stuntmen ma stuntmen non sono: parliamo del parkour. Il termine “parkour” è stato coniato a fine degli anni ’90 per indicare una disciplina, vissuta da chi la pratica quasi come filosofia di vita, la cui nascita risale almeno a vent’anni fa. Per farvene un’idea, date un’occhiata a questo video.
«Il parkour è il libero controllo del corpo e il suo utilizzo nell’ambiente urbano e naturale, è caratterizzato dalla presa di coscienza di ciò che il proprio fisico è in gradi di fare e dal successivo allenamento per migliorarlo». A darci questa definizione della disciplina è Valentino Di Lauro, classe 1987, dal gennaio 2008 presidente dell’Associazione Krap di Schio. «La rapida espansione del parkour anche tra i giovanissimi deriva anche dal fatto che gli sport tradizionali hanno stancato» spiega Valentino. «Le persone vogliono provare cose nuove e questa disciplina parte innanzitutto dalla conoscenza di sè. Ovvio che nell’arrampicarsi sugli ostacoli c’è una componente di pericolo ma il parkour insegna a conviverci e gestirlo».
Forse non tutti la conoscono, ma Krap è una delle principali entità in ambito di parkour e sport freestyle sul panorama italiano. Partita dall’ambito prevalentemente legato allo skateboard in un piccolo park di Schio, con gli anni ha saputo ampliare i propri campi di competenza coinvolgendo sempre più giovani tramite corsi e eventi ad ampio raggio, con la costituzione di un team che dal 2009 è uscito dai confini nazionali per confrontarsi con le diverse realtà europee. Capace di utilizzare fin da subito i nuovi canali di informazione che internet offre, Krap conta 15 mila iscritti al canale Youtube dell’associazione, che ha superato da parecchio il milione e duecentomila visualizzazioni per i propri video .
La mission di Krap è dare spazio e promuovere lo sport freestyle, e questo ha portato nel dicembre 2010 all’apertura del Krapannone, un capannone industriale a Santorso riutilizzato per ospitare al proprio interno uno skatepark indoor, una palestra per bambini e una per adulti per esercitarsi, oltre a degli uffici per il direttivo.
Il parkour non è ancora considerato uno sport ufficiale, nonostante i valori positivi di cui è portatore; i limiti a cui è sottoposto si manifestano soprattutto per quanto riguarda la parte amministrativa e burocratica che influiscono nell’organizzazione delle manifestazioni finalizzate prevalentemente all’autofinanziamento. Per questo motivo è nato il Krap Invaders, ossia la principale kermesse organizzata da Krap ogni anno. L’evento (previsto dal 26 al 28 luglio presso l’area pubblici spettacoli di Schio) è l’unico expo di Krap dell’anno e raccoglie tutta la proposta dell’associazione, dalle attività per i ragazzini fino ai concerti musicali la sera, passando per una continua palestra a cielo aperto degli atleti. Il festival, arrivato quest’anno alla quarta edizione, riunirà più di 40 atleti provenienti da tutta europa agli oltre 200 italiani previsti. Il conto alla rovescia è già iniziato su www.krapinvaders.com

Share

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato