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Zanettin (Pdl): se troviamo un candidato forte, no alla Dal Lago

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Pierantonio Zanettin (Pdl)

Pierantonio Zanettin (Pdl)

Non è per nulla scontato che il Pdl di Vicenza città appoggi da subito la candidata sindaco civico-leghista Manuela Dal Lago, e questo l’ha chiarito per primo il coordinatore cittadino Nereo Galvanin al Giornale di Vicenza il 7 marzo. Nell’intervista che state per leggere, il neo-senatore Pierantonio Zanettin – avvocato della candidata sindaco del 2008, quella Lia Sartori braccio destro di Galan oggi tornato a dominare il partito in Veneto, e forzista della prima ora, deputato nel 2001-2006 e ancora senatore nel 2006-2008 – si spinge un po’ più in là, facendo capire che stanno cercando un’alternativa. Un altro candidato, insomma. Targato Pdl.
Partiamo dal dato delle politiche: nel capoluogo avete perso il 10% dei voti rispetto al 2008, scendendo al 15-16%. Non proprio un buon punto di partenza.
Il risultato invece è tendenzialmente buono. Possiamo aver scontato la conflittualità interna dell’ultimo anno, ma siamo in linea coi risultati regionali, e si sa che per effetto della legge elettorale le facce locali contano relativamente poco. Abbiamo sicuramente perso voti, ma se confrontiamo la situazione della vigilia elettorale con quella di sei mesi fa, in cui a livello nazionale non c’era una leadership chiara, si parlava di primarie, non sembrava esserci una bussola, direi che possiamo essere soddisfatti. Teniamo presente che abbiamo pagato anche il sostegno al governo Monti.
Certo che le candidature dall’alto, fra avvocati e pretoriani, tutte marchiate all’insegna della fedeltà a Berlusconi, non hanno dato l’impressione di un partito rinnovato e democratico.
Ma non siamo malfattori perchè siamo avvocati! La verità è che agli ex An non piace che il Pdl sia tornato ad essere Forza Italia. Il partito a Vicenza, semmai, ha sofferto di una gestione che poteva essere più collegiale e tranquilla. Quella di Berlato, al contrario, è stata faziosa, litigiosa, autoritaria.
Berlato poneva il tema della democrazia interna, al netto delle tessere taroccate.
La questione si è chiusa con le candidature (da cui Sergio Berlato, coordinatore provinciale, è stato escluso, ndr). Berlato pensi piuttosto al fatto che in campagna elettorale ha sostenuto la Caretta che era in un altro partito, Fratelli d’Italia.
Secondo lei i berlatiani migreranno lì?
C’è Fratelli d’Italia, c’è il partito rurale, c’è Fli, c’è la Destra. Si accomodino. Faccio notare, però, che ci sono ex An rimasti nel Pdl: penso a Gasparri, Alemanno, e qui in Veneto a Giorgetti e alla Donazzan.
Ma Berlato resta pur sempre il coordinatore, e lei è il suo vice. Il problema della convivenza si porrà presto, non crede?
Con Berlato non parlerò più per il resto della mia vita. E non è di mia competenza parlare di eventuali provvedimenti regionali o nazionali. Noi di Forza Italia faremo tutte le nostre attività in piena sintonia con il regionale e nazionale.
Voi di Forza Italia?
Pare che tornerà a chiamarsi così il partito. E noi siamo contenti.
Veniamo alle comunali di maggio. Il Pdl in città è ancora diviso in correnti, fra gruppo Galvanin-Zocca legato a Toniolo, voi sartoriani di ferro, l’area Donazzan e i berlatiani?
Il partito in città oggi è unito. Tranne Berlato che ha dalla sua il consigliere Abalti.
Come pensate di risalite la china, di fronte ad un Variati favorito e ad un Movimento 5 Stelle che ha raggiunto il 22%?
Il momento politico ci favorisce. Limpasse a Roma, lo stato di pericolosità sociale, il flop di Monti, il calo della Lega: tutti elementi che ci fanno pensare che l’elettorato di centrodestra, che in parte aveva preferito Monti o Grillo, preoccupato com’è tornerà da noi. Questo ci ridà orgoglio e forza per dialogare con la Dal Lago. Ma adesso vogliamo esplorare tutte le ipotesi alternative, vogliamo avere le mani libere. Lei non rappresenta l’unica candidatura possibile.
Siete alla ricerca di un vostro candidato, magari giovane?
Se avessimo un nostro candidato potremmo proporre a Manuela di ritirarsi, o potremmo correre da soli. Tanto più che la Lega patisce una divisione interna che è sotto gli occhi di tutti.
E Cicero, uomo di destra che ha appoggiato il centrosinistra, non lo considerate?
Cerchiamo persone nuove. In ogni caso ora è prematuro parlare di preciso di tutto questo. Sicuramente non gli chiudiamo la porta in faccia.
E Sorrentino andato per conto suo?
Idem. Considero la sua scelta coraggiosa, lo rispetto.
Spingerete anche voi sul tasto del civismo come fanno Variati e la Dal Lago?
No, punteremo molto sul lato politico. E intendo come Pdl. Anzi: Pdl-Forza Italia.
Non è che siete diffidenti verso la Dal Lago perchè temete di ritrovarvi assieme a Berlato?
Alla presentazione della sua candidatura, Abalti non c’era.
Magari pesano anche gli storici rapporti di reciproca ostilità fra Manuelona e la Sartori, che dice?
(Sorride) La Dal Lago ha un nome che ha una sua credibilità, ma al momento non è necessariamente vincente. Io, che sono da sempre un uomo di partito, ascolterò le indicazioni che verranno dal regionale e dal nazionale.
Sia come sia, dovrete fare i conti anche con la candidata grillina, Liliana Zaltron, che tra l’altro ha un appeal moderato.
Lo so, il rischio ballottaggio della grillina c’è. Ma credo che avrà un risultato meno eclatante delle politiche, e non solo perchè le comunali sono una competizione diversa, ma anche per quel che succederà di qui a fine maggio. Oggi il M5S è in panne, ha avuto troppo successo, è in crisi di crescita. Sono convinto che se il Pdl indovina il candidato sindaco, può andare da solo al ballottaggio con Variati.

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