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Il coraggio femminile: Roberta e l’arte del gioiello

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Roberta RisoloC’è chi va in controtendenza, lasciando un tempo indeterminato e provando a mettersi in proprio. Ogni giorno si assiste al bombardamento di notizie sui dati della disoccupazione, dei precari, eccetera. Ma c’è anche chi prende il coraggio tra le mani e prova a realizzarsi con l’ingenuità della passione, ma anche con la determinazione dei trent’anni. Roberta Risolo è una trentenne originaria di Otranto che da dieci anni si è trasferita a Vicenza. Cresciuta con la passione dell’oro, ha sempre sognato di diventare una designer di gioielli. Diplomatasi in arti applicate nella sezione dell’arte dei metalli e dell’oreficeria alla Statale D’Arte Nino Dalla Notte, a 18 anni è partita, da sola, verso Milano per seguire dei corsi. Nel 2003 è sbarcata a Vicenza, la città dell’oro. Dopo aver lavorato per anni da dipendente con contratto a tempo indeterminato, l’anno scorso è arrivata la svolta. O la va o la spacca. Prendendo forza dal concorso “L’arte del caffè Pedrocchi nel gioiello contemporaneo” organizzato da Gioiellodentro, uscita vincitrice, Roberta ha iniziato a dedicarsi totalmente alla creazione artigianale di gioielli. In otto mesi ha collezionato sette eventi, muovendosi nel territorio nazionale da nord a sud.
Era maggio quando spulciando su internet, Roberta ha deciso di partecipare a un concorso dell’Openart di Milano: tra i duecento i selezionati, lei è riuscita a piazzarsi tra i primi quaranta con “Halfbody trapped”, una statua a mezzobusto. La selezione le ha dato fiducia e la voglia di continuare, così ha creato due orecchini ispirati alle colonne del Pedrocchi vincendo il concorso a Padova. Con l’affermazione in Veneto, ha chiesto alla sua città natale, Otranto, di poter esporre nel castello del paese.
«Ad agosto dell’anno scorso – racconta Roberta – ho tenuto la mia prima mostra personale, collaterale al grande evento dell’esposizione di Andy Warhol. Ho passato le mie vacanze da dipendente all’interno della mostra, presentando quattro collezioni ispirate alla mia terra. Il riscontro è stato molto positivo: sia i turisti stranieri che i locali mi hanno emozionato con i loro entusiasmi e mi hanno convinto ad andare avanti, a non mettere da parte i miei sogni per la sicurezza di uno stipendio». Nell’ottobre dell’anno scorso viene infatti selezionata per la mostra “Il corpo parla”, organizzata sempre da Gioiellodentro nella galleria della Banca d’Italia a Padova. Passano due mesi e le locandine triestine della terza biennale Filorosso mettono in mostra un anello con la seta. L’opera “Silkworm” è di Roberta: non vince ma ottiene un seguito e una pubblicità notevole, grazie alla quale il suo nome viene inserito in riviste specializzate e in blog nazionali di moda.
È poi il momento di un cubo, con sei facce diverse, sei materiali estranei tra loro: “Magic Box” è un pendente, appunto fatto a forma di cubo, che se si apre diventa una croce e viene esposto a Design 20.13, la mostra collaterale della fiera Vi Oro Winter 2013. IN questi giorni Roberta è appena partita per Lecce: «Sono stata selezionata per partecipare all’Itinerario Rosa di Lecce – racconta, col sorriso sulle labbra -. Dal 12 al 20 marzo sarò presente nella mostra che lascia spazio all’artigianato femminile. Ho creato per l’occasione una collezione sul barocco leccese, con l’utilizzo dell’ulivo e della pietra leccese». Ma le idee e le occasioni sono molte e quindi nel frattempo Roberta è stata selezionata anche per il concorso che si terrà a Roma a maggio ispirato all’arte del pittore Klimt. In palio 2mila euro.
Sebbene gli spostamenti in giro per il paese siano molti, Roberta è decisa: vuole restare a Vicenza, il fulcro dell’artigianato orafo. Anche se gli spazi per espositori come lei non pullulano: «Le amministrazioni dovrebbero cercare di dare uno spazio dove si può incontrare – spiega – la creatività del designer con l’abilità storica dell’artigianato vicentino. La fiera ha un aspetto solo commerciale, servono degli eventi collaterali che puntino a far conoscere ciò che è tecnica ma anche arte e design». La mostra del gioiello che nascerà sotto la Basilica Palladiana può bastare? «È un buon inizio e spero vivamente di poter esserci anch’io. Quello al momento è il mio più grande obiettivo, non ho ancora capito chi devo contattare per propormi, ma spero di riuscirci». In bocca al lupo, ché ai coraggiosi serve sempre un po’ di fortuna.

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