Hotel Centro Storico
Domenica, è stata una giornata piuttosto intensa, rientro dalla – chiamiamola così – “baldoria”, alle 5.30. Sveglia alle 9.00, direzione Possagno per visitare la splendida Gypsoteca del Canova. Passaggio all’“Osteria senza l’oste”, poi Trattoria al Contadin e, al rientro, tappa fissa in cantina per acquistare qualche cassa di prosecco. Sì dai, diciamo solo qualche cassa… Ora sono a casa davanti al video di questo computer con il cuore piuttosto affaticato, ma assai felice, perché pulsante d’emozioni di una giornata stupenda.
Già. Il cuore. Sta quasi nel centro del petto. Bene, il cuore della mia città dove sta? Di certo non nel suo centro. L’altro giorno passeggiando per le vie del centro con Miss Italia, fiero della mia città al cospetto di tal simbolo, ho osservato con ancor maggior dettaglio particolari che fino a ieri mi erano sfuggiti. Il vecchio cinema Corso, ancora chiuso. Galleria Porti desolata, vuota, spoglia di attività. Molte finestre sbarrate dal primo piano in su. Spazi al piano terra privi di qualsiasi colore con un’unica insegna: affittasi. Passo di fronte a vetrine anonime rispetto a quelle di alcuni vecchi esercizi che ora non ci sono più: Zamperetti, Geremia, Ronzan, Valli, Magazzini al Monte, Morbin, Zuccato e potrei andare avanti ancora. Mi risolleva la bellezza del nostro museo civico, ma… non ci siamo. Vicenza non ha più un cuore. Oramai il Palladio e le sue bellezze architettoniche non sono più sufficienti al “nostro” centro per vincere la concorrenza di orrendi centri commerciali moltiplicatisi in modo illogico e senza un ben che minimo controllo da parte degli amministratori.
Gli splendidi palazzi sfitti e chiusi, possesso sterile lasciato lì a lievitare da chissà chi, sono uno spettro che aleggia silenzioso, dipingendo qua e là atmosfere in stile “sopravvissuti”. Speriamo che Giusy Buscemi non se ne sia accorta. Non voglio puntare il dito contro un qualcuno in particolare, perché secondo me è un degrado che ha anni di responsabili. Forse lo è un po’ anche la mentalità (prettamente contadina) dell’andare a vivere in centro come raggiungimento di uno status. In quanti affollano l’“Albergo Centro Storico”? Pure i fenomeni di delinquenza che lo affliggono sono sempre più quelli tipici di una zona residenziale. Microcriminalità giovanile e spaccio.
Bella differenza con Treviso, Verona e Ferrara (le cito solo perché visitate da poco). Quanta vita c’è tra i loro palazzi storici. Ristoranti. Bar. Locali. Attività di diverso genere, non solo negozi di scarpe, vestiti e gioielli. Cammini per le strade senza paura. Avete mai provato a farvi Contrà Vescovado dopo le 21? Per Bassano senti musica. Voci. Schiamazzi. Pub colorati. Gente. Sopra ai locali non pernottano bradipi che bloccano la vita, ma uffici e centri direzionali che di giorno alimentano alcune attività commerciali e di notte ne permettono altre.
Secondo voi è giusto che una persona per il suo quieto vivere blocchi quello di altre centinaia, migliaia che vogliono godersi il cuore della propria città? Qualcuno potrebbe dire che la legge tutela coloro che pernottano tra i palazzi palladiani. Bah, cambiamo il punto di vista. È a monte il problema. Ci sono zone dove è giusto dormire ed altre dove è giusto vivere. Spazi industriali e commerciali. Si abbia per piacere il coraggio di delinearli. Sembra che a Vicenza sia un’impresa.
Come fate a pretendere che il centro ritorni a pulsare se continuate a delocalizzare al suo esterno tutti i poli d’interesse? Ed infine sfatiamo un mito. Tiriamo fuori noi il coraggio di dirlo, visto che non lo hanno i nostri amministratori. Il centro di una città è un posto in cui è giusto vivere e se tu ci vuoi dormire lo fai a tuo rischio e pericolo.
PS. Vi lascio con questa domanda. Vi siete chiesti come mai Vicenza non possieda un palazzetto dello sport o meglio ne abbia uno, a mezzo servizio è dire tanto, diciamo pure ad un quarto di servizio?


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