Vicenza, lista Ingroia in panne. Guerra fredda fra partiti e movimenti
La Vicenza arancione stenta a decollare. Mentre a livello nazionale i motori di Rivoluzione civile, la lista civica guidata da Antonio Ingroia e appoggiata dai “cespugli” della sinistra (Prc, Idv, Ci, Verdi), girano a pieno ritmo in vista delle elezioni del 24 febbraio, a livello locale l’aereo non è nemmeno partito.
Giusto un mese fa si teneva a villa Lattes l’assemblea vicentina di presentazione di Cambiare si può, fra i cui 70 primi firmatari – esponenti della società civile movimentista di sinistra – figurava Cinzia Bottene, figura simbolo del No Dal Molin. Nasceva da lì il percorso che ha portato all’attuale polo arancione di Ingroia. Percorso però tutt’altro che lineare: a fine anno la stessa “Cambiare si può” si è spaccata in due, da una parte chi era contrario all’ingresso dei vertici dei partiti nella lista arancione, dall’altra i favorevoli.
Ma che cosa c’entra questo con Vicenza? C’entra, perché in molti avevano visto nell’assemblea vicentina il seme da cui sarebbe nata una lista civica unitaria di sinistra, che pescasse nel bacino degli scontenti di Variati e di Sel. Eppure da un mese a questa parte i rapporti fra i “movimentisti” che fanno capo a Cinzia Bottene e i partiti si sono molto raffreddati, lasciando l’operazione in stand by. Gli attriti del livello nazionale si sono sommati alle diverse sensibilità locali. L’assemblea di un mese fa aveva infatti visto uno spiccato protagonismo di Giuliano Ezzelini Storti, segretario provinciale del Prc, e di altri militanti di Rifondazione; lo stesso Storti in questi giorni è stato indicato dal partito come papabile candidato alla Camera o al Senato per le liste di Rivoluzione Civile. Idem per l’Idv, che invierà autonomamente la sua lista di desiderata a Roma, dove saranno dosati gli equilibri interni alla nuova lista.
La sensazione insomma è che si sia passati dai peana per l’unità a sinistra al più prosaico “ognuno per sé e Ingroia per tutti”. Di qui la disillusione della componente “civica”, che non ha però abbandonato del tutto l’idea di una lista civica a livello locale. Dove sarebbero pronti a confluire molti di quelli che in autunno avevano partecipato a Disegniamo Vicenza, l’embrione di lista civica che avrebbe dovuto comprendere Sel, associazioni e pezzi di Presidio No Dal Molin. Dopo il tramonto dell’ipotesi di primarie locali (bocciata dal Pd), Disegniamo Vicenza è di fatto implosa: Sel cerca di imbarcarsi nella maggioranza di Variati, mentre le associazioni sono rimaste “scottate” dal repentino cambio di rotta dei vendoliani, ed ora guardano con interesse alla galassia arancione.
Le tessere del puzzle combacerebbero, ma sono ancora lontane dall’incastrarsi. Dietro le quinte c’è chi giura che bisognerà aspettare le elezioni nazionali, o almeno la formazione delle liste, per battezzare la nuova lista: il tempo è poco, ma sufficiente, visto che alle amministrative si voterà tra aprile e maggio. La rete di contatti intorno a Cinzia Bottene non si è mai fermata. Idv e Prc attendono i risultati nazionali prima di replicare l’esperimento in terra berica. Sempre che, stremati dall’idea di un tour de force di sfiancanti trattative con apparati e segreterie, associazioni e movimenti locali non decidano di fare a meno dei partiti stessi.


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