Vicenza Calcio, cresce il passivo. E l’Iva non versata
3 milioni di euro di passivo. E debiti ancora in crescita. Mentre le trattative per la cessione del Vicenza calcio procedono con ritmi da telenovela sudamericana, dai conti della società di via Schio arrivano scricchiolii preoccupanti.
Il bilancio 2012 aggiornato al 30 giugno è stato approvato dall’assemblea dei soci a fine ottobre, e fotografa la realtà di una società che non ha ancora trovato la strada per risolvere i propri problemi. L’esercizio si è chiuso con un risultato negativo di 3 milioni di euro tondi tondi, dovuto in gran parte al crollo dei contratti di sponsorizzazione e pubblicità, passati dai 6 milioni 800 mila della stagione 2010/2011 a 3 milioni e 400 mila della stagione 2011/2012.
Uno dei capitoli più delicati riguarda la situazione debitoria. Tasto dolente da anni, e principale indiziata per la difficoltà nel portare a compimento la cessione della società. Nel dettaglio, nell’ultimo anno sono calati i debiti verso le banche, che pur scendendo di circa 600mila euro rimangono comunque a quota 3 milioni e 200 mila euro. In compenso crescono i debiti verso altri finanziatori, che arrivano a 827 mila euro, quelli verso i fornitori (3 milioni 788 mila, mezzo milione di euro un più rispetto ad un anno fa) e quelli tributari (un altro mezzo milione in più, per un totale di 4 milioni e 836 mila euro). In questo specifico capitolo, il grosso è costituito da debiti Iva (3 milioni e mezzo di euro) e Irap (1 milione e 345 mila, quasi il doppio di un anno fa). Cifre che, come precisato nella nota integrativa che accompagna il rendiconto, non tengono conto di interessi e sanzioni che porteranno il totale ad essere ancora più alto. Il tutto mentre sui conti continuano ad incidere spese come i 360 mila euro all’anno per l’affitto delle strutture del centro sportivo di Isola, che il Vicenza ha ceduto qualche anno fa e che continua ad utilizzare versando un oneroso canone annuo.
La situazione finanziaria, dunque, rimane «tesa», per citare il documento ufficiale. Il consiglio di amministrazione ha escluso rischi per la liquidità a breve e medio termine. Ma sarà per questo che i contatti con Dalle Rive non si sbloccano?
a.m. – l.m.



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