Scandalo Montepaschi, la Moretti (Pd): il partito non c’entra nulla

L’ex presidente dimissionario di Montepaschi, Giuseppe Mussari, con Bersani e Veltroni (foto: http://www.dagospia.com)
Volevamo intervistarla almeno via telefono, compatibilmente con la sua agenda affollatissima di appuntamenti politici e televisivi. Ma Alessandra Moretti è riuscita a risponderci solo via e-mail. Lo specifichiamo, cosa che in genere non si fa mai, perchè qualche risposta smilza e, come dire, burocratica, avrebbe meritato ulteriore approfondimento. Ma tant’è, e riteniamo che la vicesindaco e assessore alla scuola e giovani di Vicenza, prossima deputata per il Partito Democratico e già portavoce del candidato premier Bersani, in queste sue repliche fornisca un’idea sufficiente della difesa a oltranza che in questi giorni il partito, dato come primo nei sondaggi, stia sostenendo sul crack del Montepaschi di Siena.
Cominciamo da D’Alema: «Noi Mussari l’abbiamo cambiato un anno fa». Noi chi? Voi del Pd, che governate il Comune di Siena, che nomina i vertici della Fondazione Monte Paschi, che a sua volta controlla la banca omonima. Come si può negare il fatto oggettivo che come partito avete una precisa responsabilità politica?
La responsabilità é di chi ha agito per scopi diversi dall’interesse pubblico e dei risparmiatori. É doveroso precisare che già un anno fa, lo stesso sindaco pd, Franco Ceccuzzi, si é dovuto dimettere in quanto aveva denunciato la necessità di un rinnovamento dei vertici della Fondazione e anche alcuni dirigenti del Pd locale avevano richiesto un radicale cambiamento nella gestione di Mps, che poi si é concretizzato con l’arrivo di Profumo e Viola.
Profumo indagato per frode fiscale, vabbé. Cosa ne pensa del fatto che Sergio Chiamparino sia passato dalla poltrona di sindaco Pd di Torino a quella di presidente della Fondazione San Paolo azionista di Banca Intesa?
Sergio Chiamparino é stato uno dei migliori sindaci di Torino, dando prova di serietà e competenza. Pertanto, credo che sarà all’altezza della carica che oggi ricopre.
Certo, ma il legame partito-banche ne risulta ancora più lampante. Nel 2005, secondo quanto raccontato alla magistratura dall’ex governatore Bankitalia, Antonio Fazio, Bersani e D’Alema andarono da lui per chiedere se era possibile una fusione Unipol-Bnl-Montepaschi, il che poi non avvenne perchè Montepaschi non voleva che l’eventuale superbanca facesse capo a Consorte, anch’egli vicino al Pd. Come fa Bersani, di cui lei è stata la portavoce nelle primarie, a fare la seguente affermazione: «Il Pd con le banche non c’entra, sbraneremo chi ci accusa»?
Non trovo nulla di strano che da parte del Pd ci fosse l’interesse ad una fusione tra gruppi bancari, che tra l’altro sarebbe stata piú vantaggiosa rispetto alle successive operazioni volute dai vertici Mps. La scelta strategica che il Pd nazionale sollecitava non é stata assunta da Monte dei Paschi e ciò è la prova che non è affatto vero che il partito controllava la banca, perché la banca era completamente autonoma. Pertanto, il tentativo di coinvolgere Bersani e il Pd in operazioni eseguite da un gruppo di disonesti che hanno falsificato bilanci, nascoste le perdite e compiuto azioni altamente rischiose, mi sembra infondato, falso e strumentale.
In una lettera all’Unità di venerdì scorso l’onorevole piddino Francesco Boccia enumera tutte le proposte fatte dal tuo partito per regolare la finanza speculativa dei prodotti derivati. Domanda: ma se il partito controllava e controlla la gestione della banca tramite la fondazione, possibile che, essendo ben 10 i miliardi di euro sborsati per comprare Antonveneta che hanno causato il buco coperto coi derivati Alexandria e Santorini, nessuno a Siena e a Roma potesse semplicemente imporre a Mussari & C di non ricorrere a titoli tossici? E se questo potere il Pd non l’aveva, perchè Boccia non cita alcuna proposta di riforma di questo intreccio affari-politica, con quest’ultima che ha un’influenza strutturale nella governance della banca? Forse perchè non è mai stata fatta dal Pd?
Ripeto: il partito non controlla nulla, ma il controllo e la gestione é in mano agli enti locali e ai vertici di Mps. Noi riteniamo debba essere applicata la Riforma Amato, varata dal governo di centrosinistra, che stabilisce la fuoriuscita graduale delle fondazioni dalle banche.
(Anche Tremonti legiferò in merito con un regolamento del 2002 che porta il suo nome, tuttavia resta il fatto che nell’attesa dell’applicazione gli “enti locali” retti dal Pd, in questo caso il Comune di Siena, hanno continuato a mettere loro uomini nella fondazione senese).
Torniamo a Boccia, che scrive anche: «nel marzo 2012 è emerso che il Tesoro ha dovuto regolare con Morgan Stanley posizioni pregresse su derivati negoziati in mercati non regolamentati con perdite dell’ordine di 3 miliardi di dollari», cosa che ha provocato un’interpellanza parlamentare del Pd. Una rivelazione gravissima, perchè significa che lo Stato può truccare i conti, anzi che li ha truccati. Perchè nessuno del tuo partito ha parlato apertamente prima di questo fatto clamoroso, e perchè non lo fa ancor oggi, fatta eccezione appunto per Boccia? Lei lo sapeva, essendo candidata ed eletta sicura per la Camera, dove dovrai occuparti anche di questi temi cruciali?
Per il Pd l’ha fatto Boccia che é un autorevole esponente del Pd.
Il suo capolista Davide Zoggia, veneziano, è stato paracadutato nella circoscrizione elettorale Veneto 1, dove si trova Vicenza. Perchè? I critici (come il consigliere comunale Pd di Trissino e animatore del Covepa, Massimo Follesa) lo spiegano come un allontanamento ad hoc dalla provincia veneziana, in cui Zoggia nel 2009 ha visto organizzatore della sua campagna elettorale Lino Brentan, piddino anche lui, condannato a 4 anni per corruzione in un’inchiesta su tangenti nelle autostrade venete, e dove si è distinto per una polemica con i comitati per il centro di compostaggio a Cavarzere?
La scelta del posizionamento dei capilista é stata del Pd regionale in accordo con il Pd nazionale. In ogni caso, il candidato é Zoggia e non Brentan.
Lei non è stata eletta con primarie dei parlamentari ma nominata, messa in cima alla lista dei candidati nel listino di Bersani. Non si sente, come dire, meno “democratica” di chi è stato eletto?
Io non ho chiesto di essere candidata in parlamento ed é la ragione per la quale non ho fatto le primarie. Il Pd ha ritenuto di inserirmi nel listino nazionale, insieme ad altre personalità politiche e della società civile. Credo che la ragione di tale scelta sia imputabile al ruolo che ho avuto come portavoce di Bersani alle primarie e per il mio impegno in direzione nazionale come amministratrice locale.
Bersani è stato al governo dal 1996 al 1999 e poi dal 2006 al 2008, nonché presidente della regione Emilia-Romagna, deputato europeo e tre volte parlamentare a Roma. Benchè abbia vinto alle primarie, obbiettivamente nuovo non è. Cerchi di convincermi del contrario.
Bersani é l’unico segretario di partito in Italia e in Europa che ha voluto le primarie sottoponendosi al giudizio dei cittadini. Lo ha fatto in due occasioni, nel 2009 e alle ultime consultazioni. É stato il segretario Pd che ha piú innovato e rinnovato il partito non a parole ma a fatti. Inoltre, ritengo che il nuovo non sempre sia sinonimo di competenza, capacità, serietà e talento. Credo che Bersani saprà coniugare la necessità del cambiamento con la capacità di governare stabilmente il paese.
A Vicenza nel partito non è particolarmente amata: nel 2007 alle provinciali correva con una lista di centro con l’ex forzista Carollo, e l’essere stata lanciata nell’empireo televisivo nazionale senza far gavetta nell’apparato le ha procurato diffidenze ed odii cordiali. Segno che l’apparato conta ancora eccome. O no?
Io sono una dirigente del partito democratico: sono nell’esecutivo cittadino e in direzione nazionale e ho un ottimo rapporto con i dirigenti locali. La mia gavetta l’ho fatta anche amministrando una città capoluogo come Vicenza. Se ho avuto la fortuna di incontrare persone che hanno riconosciuto le mie capacità, devo solo ringraziarle. Penso al sindaco Variati che ha creduto in me e che mi ha voluta al suo fianco in questi cinque anni e a fianco del quale staró anche nella prossima campagna elettorale per vincere le amministrative. Variati é stato un ottimo sindaco che ha cambiato Vicenza e ne ha migliorato la qualità della vita dei cittadini. Deve proseguire per realizzare i progetti che in questi cinque anni si sono costruiti per il futuro della città.
(In realtà, a palazzo sanno tutti che i rapporti fra i due non sono idilliaci. Ma d’altronde siamo in campagna elettorale…).


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