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Piazza dei Signori, ristorante chiude: “Centro malgestito”

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«Cari Amici miei, mollo. Non ce la faccio a subire tutto ciò che il centro storico impone: il cantiere dell’anno scorso mi ha creato una perdita di 50mila euro. L’impalcatura non mi ha permesso di avere il plateatico e di permettere ai miei clienti di mangiare con vista piazza dei Signori». A parlare è Davide Celio, socio insieme a Piergiorgio Mattiello di “Amici Miei”, ristorante in Piazza dei Signori all’incrocio con contrà S. Barbara. In un momento in cui i locali del salotto cittadino notano un maggior afflusso di clienti per il successo di pubblico della mostra in basilica, i due hanno deciso di lasciare. Le motivazioni sono molte, ma quella principale è il disgusto per la non-organizzazione del centro storico. «La mostra porta sicuramente lavoro – continua Celio – ma non abbiamo avuto picchi di affluenza, a beneficiarne sono formule più economiche. I tempi sono cambiati, è calato il benessere e la voglia di spendere in ricchezza. Da noi le cene aziendali hanno avuto una diminuzione del 60-70%».
Il ristorante dall’apertura di sette anni fa ha sempre puntato sul luxury food, affermandosi come locale dove si potevano mangiare ostriche, pesce crudo e bere champagne. All’inizio Celio era dipendente, poi, due anni fa, ha deciso di acquistare la gestione insieme a Mattiello. «Mi spiace molto, sette anni sono molti e qui mi trovavo bene. Abbiamo deciso di investire credendo nel futuro ma l’anno scorso c’è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso».
Il ristoratore è molto arrabbiato: il cantiere per restaurare l’ultimo piano dell’immobile dove a piano terra c’è il locale è durato nove mesi, da febbraio ad ottobre, togliendogli non solo la vista dell’insegna del locale, ma anche la possibilità di avere il plateatico all’esterno e la vista sulla piazza. «Doveva durare due mesi ma poi si è prolungato e poi di nuovo e ancora di nuovo – spiega Celio – se tu chiedi il rinnovo per il permesso della ztl sembra di chiedere la luna, se invece chiedi il prolungamento di un cantiere che copre le vetrine dei negozi non c’è problema e nessuno ti risarcisce il danno». L’accaduto non è un’eccezione: in centro storico ci sono cantieri che durano anni, che tirano via posti auto e coprono negozi e nessuno li regolamenta a dovere.
«Ho provato a muovermi, a chiedere, a cercare anche un accordo – spiega Celio – ma erano tutti sordi e alla fine non essendo proprietario delle mura non ho potuto fare nulla. Ma ciò che è successo è il riflesso di una mala gestione del centro storico: come si fa a rivitalizzare il centro, voler aiutare i commercianti, e poi continuare ad aumentare le tariffe dei parcheggi? È normale che alla fine saranno i centri commerciali a trarne beneficio, almeno lì non si deve pagare nulla per sostare con l’auto. E che dire poi della chiusura di negozi storici, come Galeazzo, a favore di aperture dei cinesi? È triste perché il centro dovrebbe essere una chicca dove la gente va perché trova cose che da altre parti non ci sono, invece non è per nulla così». E alla fine, stanco, ha mollato. Per andare a collaborare con un altro ristorante: «Almeno lavorerò dodici ore al giorno per portare a casa uno stipendio e non avrò sorprese». Gli “Amici miei” non ridono più.

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