Fumo nei parchi, vietato vietare
Nel prossimo regolamento autunnale per i parchi gioco l’assessore alla sicurezza Antonio Dalla Pozza sta pensando di inserire un divieto contro il fumo, per estenderlo in prospettiva a tutti i giardini pubblici di Vicenza. Già in vigore in altre città d’Italia con la motivazione della salute e del buon esempio da dare ai bimbi, qui invece pare che la decisione derivi più dal problema delle montagne di “cicche” lasciate per terra. Educativa o da spazzini, la questione della libertà di fumo sta prendendo una piega repressiva contro cui ci vien voglia di ricordare l’antico adagio libertario: proibito proibire.
Dice: ma uno deve per forza fumare in un parchetto mentre i bambini giocano? Rispondo: certo che no, può andare da un’altra parte, in strada, o può astenersi quel tot di tempo che è dentro. Ma non dovrebbe essere l’autorità a vietare un comportamento squisitamente personale com’è accendersi una sigaretta. Ribatte: ma la maleducazione è di massa ed è necessario porle un freno. Controbatto: ma il buonsenso non può e non deve essere una regola prescrittiva e sanzionatoria, altrimenti qualcuno potrebbe legittimamente invocare proibizioni per tutto ciò che dà fastidio, e ciò che infastidice me può non infastidire un altro. Si nega la mia libertà, in questo caso di fumatore, per tutelare la libertà di non respirare fumo di chi fumatore non è. Mentre la libertà va assicurata a tutti.
E’ la logica, letteralmente liberticida, che anima la legge Sirchia del 2001 per i locali pubblici, arrivata a mettere al bando perfino le carrozze fumatori sui treni. Gli italiani si sono abituati, e così si abitueranno genitori e avventori dei giardinetti vicentini? Oh certo, ma questo non rende meno assurdo ed esagerato il verboten e la tendenza a regolamentare le abitudini private che ci immette in una deriva sul tipo degli Usa. Dove, proseguendo e accelerando esattamente su questi binari, in alcuni Stati sono giunti a negare la possibilità di fumare persino in strada.
A Vicenza non si è nuovi a certi eccessi. Sono sempre in vigore le ordinanze che multano chi se ne va in giro con alcolici in mano, o chi usa spazi aperti come Campo Marzo per fare quello che da sempre si fa nei parchi: stendersi, tirare a palla, darsi al picnic. Centrodestra di Hullweck le fece e centrosinistra di Variati non le disfece. E anche chi, come il sindaco grillino di Parma, non è iscritto a nessuna delle due bande, ricorre allo stesso sistema impedendo di consumare alcolici al di fuori dei locali dalle 21 alle 7 in alcune zone. Il ricorso al divieto, come si vede, non conosce colore politico. E’ una necessità amministrativa, e in quanto tale tecnica, oggettiva, praticamente obbligata? Penso che vietare debba essere l’ultima, ultimissima ratio, da sfoderare solo e unicamente in casi di estrema gravità. A Parma non so, ma a Vicenza è poco ma sicuro che questo grave allarme sociale non c’è mai stato e non c’è. Si tratta, piuttosto, di darsela da duri, da sceriffi della contea, da facili paternalisti contro il vizio. Bastano pochi, insopportabili balordi che fracassano qualche bottiglia e fanno casino, e tutti devono pagare per loro.
Alle corte. I parchi si dotino di cestini per mozziconi. Quanto ai maleducati, perchè non istituire un servizio di guardiani volontari, magari di anziani che sono l’altra categoria di maggiori frequentatori del verde pubblico? Per il resto, dovrebbero esserci la municipale e le forze dell’ordine. E la buona educazione, che non s’impara su ordine del Comune o dello Stato. Ma non si rompa le scatole a chi vuole farsi solo i cavoli propri, bevendo una birra in piazza o fumandosi una paglia in santa pace nella quiete di un parco.


per me è giusto! IL FUMO VA VIETATO in tutti i luoghi pubblici, visto che il 99% dei fumatori poi inquina buttando il mozzicone per terra….
Giustissimo vietare il fumo !
Se poi calcoliamo quanto costa alla collettività la cura di tutte le patologie legate al fumo credo che l’unica cosa da fare sia alimentare ogni posibile azione che convinca le persone a NON fumare.
Pazienza per te, mannino, fumatore e difensore dei tuoi vizi…
Il minimo comune denominatore del fenomeno stigmatizzato dal giornalista Mannino è rappresentato dal principio, non scritto ma rigorosamente applicato in Italia, secondo il quale “non si reprime l’abuso ma si limita l’uso”.
I sozzoni e gli incivili che foderano di mozziconi gli spazi pubblici devono essere sanzionati (anche pesantemente), ma vietare il fumo solo per le colpe dei maleducati è un abuso che, assieme ad innumerevoli altri simili, veicola una concezione dirigista e contraria alla libertà.
Poiché sembra che le varie tesi siano orientate solo dalle situazioni personali, preciso che non sono fumatore e che il fumo m’infastidisce.
Pensare ad un divieto, solo per tale fatto, però significherebbe avere una concezione contraria ai principi di libertà.
Non è pensabile che ogni semplice e modesto fastidio, quando condiviso, origini un divieto.
Diverso è il discorso educativo: parliamo dei danni da fumo e di educazione civica. Riserviamo i divieti ai casi gravi ed ove sono assolutamente necessari.
Viceversa, come danno collaterale, avremo la perdita del buonsenso e del senso civico.
E chi lo decide il buon esempio o cosa fa bene e cosa fa male? Ah … di questo passo ci vieteranno anche di dire parolacce! Porca malora! Multa! Orco can! Multa! Sei troppo brutto! Multa! Troppo bella, fai invidia. Multa! Potresti lasciare le caccole in giro. Multa! Ti sei snarocchiato! Doppia multa! Hai mangiato pesante! Multa! Metti che mi scoreggi per strada! Quel tribunale è un obrobrio! Multa! Ah, no, forse questo non si può fare … Troppe auto in centro … No? Nemmeno questo? Mah … non capisco. Multa!
Terrificante, il terrore prossimo venturo.
E non tanto il Dalla Pozza le cui pulsioni sono ormai trasparenti. Ma gli enriche e Moreni, avanguardia integralista e inconscia della pulizia et(n)ica.
Sarei disposto a discutere sui parchi giochi degli angelici fanciulli, se non sapessi che, come con gli Juventini, dopo una stretta di mano ti tocca contarti le dita – vedi mai te ne mancasse una o due.
Ma al Querini, in campo marzo nel tramonto settembrino o di primavera, camminando o sedendo con un libro e un delizioso toscano che lentamente si consuma mentre il pensiero si svaga…ZAC! verbale e fine dei sogni – e un altro toscano morto ammazzato.
per donFrancodiPadova e ory ..quello di Dalla Pozza è solo un canto di Sirena….. questa è l’Italia.. non è un paese civile.. tanto.. poi le multe non le daranno mai.. tranquilli…esempio: l’altro giorno ho visto una pattuglia incrociare una macchina in contromano e manco fermarsi!
Finalmente una decisione condivisibile.
Anzi, lo vietassero pure per le strade e nelle spiagge.
Mandiamo lo sceriffo al mare!
Ghe mancheria altro!!! Siamo alla pura pazzia.
@Moreno: ti contrattico: ragionando come te in termini unicamente economici, più si fuma meglio è per le casse di uno Stato. Non solo per la quantità enorme di tasse che si pagano sui tabacchi. A morire a 60 o 70 anni di cancro alla gola o ai polmoni, sai quanti soldi fai risparmiare alla Stato, rispetto allo stare a campare per altri 30 anni grazie alla pensione? Considera che sono tumori per i quali quasi sempre non si può nulla, se non alleviare il dolore fino alla morte, per cui anche le spese mediche non sono così elevate. Argomento terrificante (come il vostro modo di ragionare) ma credo non facilmente confutabile.
Posso chiederLe su quali base esprime queste profonde “argomentazioni”?
Sono basate su di una accurata analisi economico-medico-statistica che vorrebbe condividere anche con il resto del mondo o semplicemente frutto della voglia di farsi una cicca?