Candidato anti-Variati, ecco i nomi
Giochi estivi: trova il candidato sindaco alternativo ad Achille Variati. In questi giorni di calura agostana c’è tutto un lavorìo di contatti, telefonate, cene e abboccamenti nel vasto ma raccogliticcio fronte antivariatiano. C’è chi spinge, anche se non si è ben capito esattamente chi è, per Claudio Cicero. Assessore alla mobilità nel centrodestra con Hullweck, consigliere delegato alla mobilità nel centrosinistra con Variati fino a due mesi fa, notorio ammiratore di Mussolini (ma Achille ne ha fatto un problema di principio solo quando ha “scoperto” che Claudio teneva un calendario mussoliniano in ufficio), l’indomito quadrumviro delle rotatorie potrebbe essere il candidato di una lista civica tutta sua appoggiata dagli antivariatiani che non trovano un altro nome forte su cui puntare. L’ipotesi non è peregrina, visto che la politica locale ci ha abituato ad ogni sorta di giravolte senza pudore. Ma francamente è poco convincente. Dovranno proprio arrivare alla disperazione, per ingoiare il rospo di un Cicero pendolare e senza fissa dimora, governativo sempre, all’opposizione mai – se non in quest’ultima fase elettoralistica, per fare bottino di voti.
Ad avanzare a passi da giganti nel toto-candidato è invece Enrico Hullweck, l’ex sindaco per due mandati (1998-2003, 2003-2008), poi segretario del ministro Bondi, stimato pediatra di professione, nel tempo libero poeta. L’usato sicuro, il vecchio che avanza. Pare che sua moglie, Lorella Bressanello, già a capo del dipartimento territorio in Comune quando a Palazzo Trissino governava il marito, non si stia dando pace: vuole il suo Enrico correre e vincere. Addirittura si era pensato perfino a lei come possibile aspirante sindaco. Ad ogni modo, Hullweck è l’uomo preferito dal coordinatore provinciale del Pdl, l’europarlamentare Sergio Berlato. L’uomo giusto anche per il leader regionale Giorgetti. Il ticket vedrebbe Enrico scendere in pista per le comunali e Sergio per le politiche, alla Camera. Perchè il risiko di posti include anche la sfida interna per Montecitorio.
Rivale diretta di Berlato per lo scranno parlamentare è l’assessore regionale Elena Donazzan. Sia quest’ultima che Hullweck parteciparono alla famosa “cena dei Sette Santi” che aggregò intorno ad un piatto di spaghetti e ad ispirate concioni di illustri commensali buona parte dell’antivariatismo cittadino. Organizzatori della kermesse, la coppia Alifuoco-Giulianati. Loro preferirebbero uno legato al proprio giro, uno meno marcato a destra, un volto “nuovo”. La figura che spunta dal mazzo è Luca Romano. Oggi analista per conto di enti e associazioni di categoria, è stato segretario del Partito Comunista nella seconda metà degli anni ’80, consigliere comunale Pci-Pds-Ds fino al 1995, assessore con delega a municipalizzate, Fiera, etc con la seconda giunta Variati (post-Tangentopoli), avversario della candidatura a sindaco di Quaresimin, con Giorgio Sala contro Enrico Hullweck nel ’98 in una lista federalista collegata all’imprenditore Mario Carraro (“Nordest”) e affiliata alla Margherita, ha messo piede per l’ultima volta in Sala Bernarda dal 2000 al 2003 con una staffetta con Stefano Soprana, avendo nel frattempo assunto il ruolo di coordinatore cittadino della Margherita per poi lasciare la politica attiva. Un percorso di progressiva moderatizzazione simile a quello di Alifuoco, con cui ha stretti rapporti (e con cui hanno un’amica personale in comune: Manuela Dal Lago). Romano sarebbe il cavallo su cui scommettere per il Comune, mentre a Roma andrebbe la Donazzan. Sempre più patto Ribbentropp-Molotov, insomma.
In ribasso le quotazioni del consigliere pidiellino Marco Zocca. I rumors rivelano che il coordinatore cittadino del partito, Nereo Galvanin, a parole appoggi Zocca jr (dietro il quale si allunga l’ombra del padre Alberto, antica conoscenza democristiana), ma in realtà non sia per niente entusiasta di una sua candidatura, giudicata troppo debole e infida. Nella partita per il parlamento sono in campo anche Pierantonio Zanettin (vicecoordinatore provinciale) e Alessandro Moscatelli, già consigliere d’amministrazione Aim e amico personale del segretario nazionale Angelino Alfano. Sono i sartorian-galaniani di Vicenza, che non hanno relazioni idilliache col gruppo Galvanin-Zocca ma di certo le hanno pessime con Berlato e la Donazzan.
Un bel ginepraio, non c’è che dire. Da cui per ora si evince un dato fondamentale: le vecchie divisioni ideologiche sono saltate e quelle attuali si basano soltanto sul personalismo (pro o contro Variati, Hullweck o Romano o Zocca sulla carta intercambiabili), alle cui spalle c’è una lotta di potere e d’interesse con le idee e i programmi sullo sfondo, variabili da lasciare come ultimo dei problemi. E’ il cosiddetto “civismo”, formula che giustifica tutto e il suo contrario. Il trionfo dell’opportunismo elettorale.



Condivisibilissima la conclusione delle ultime 6 righe. Pongo allora una domanda: “tutti i nomi fatti e che si faranno (forse) che beneficio saranno in grado di portare alla città e ai vientini?” Risposta: “Nessuno”. Mi piacerebbe che nella prox. corsa elettorale si parlasse di Idea di Città che vogliono i suoi abitanti e i programmi per attuarla, discussi insieme ai cittadini organizzati in apposite assemblee da tenersi al nuovo teatro comunale (1400 posti di capienza) e svegliare il tal modo i cittadini addormentati a riprendersi il loro ruolo nelle scelte per la città e nei controlli di chi popi sarà delegato ad attuarle. Ma non sarà così, non almeno con i personaggi citati nell’articolo, chè mai hanno dimostrato in passato un interesse diverso dal bene della comunità.
Chiedo venia, la finale va corretta.
Condivisibilissima la conclusione delle ultime 6 righe. Pongo allora una domanda: “tutti i nomi fatti e che si faranno (forse) che beneficio saranno in grado di portare alla città e ai vientini?” Risposta: “Nessuno”. Mi piacerebbe che nella prox. corsa elettorale si parlasse di Idea di Città che vogliono i suoi abitanti e i programmi per attuarla, discussi insieme ai cittadini organizzati in apposite assemblee da tenersi al nuovo teatro comunale (1400 posti di capienza) e svegliare il tal modo i cittadini addormentati a riprendersi il loro ruolo nelle scelte per la città e nei controlli di chi popi sarà delegato ad attuarle. Ma non sarà così, non almeno con i personaggi citati nell’articolo, chè mai hanno dimostrato in passato un interesse uguale al bene della comunità.
VotAntonio!
Chi, Dalla Pozza?
Ecco come è ridotta Vicenza. Schei niente, idee meno, chiacchere tante. Dalla Pozza va in ferie per gemellaggio risparmioso, forse a vedere i cassonetti francesi o a studiare da sindaco. Io Santagiuliana lo voterei.
Povero centro-desta vicentino! Per Variati sarà una passeggiata vincere! E povero Luciano Parolin che se ne va dal PD per ragioni etiche e va nell’IDV?! Ma non vedi che non ti segue nessuno? La lezione di Thiene non ti è bastata?
… e se intanto semplicemente li cacciassimo tutti? almeno per vedere l’effetto che fa!
GRANDE Massilimiliano Leone…condivido
Quello che pare evidente è che il Pdl, in tutti questi anni, altro non ha fatto che lavorare per Variati. Prima gli accordi sotto banco della Sartori, poi il capogruppo Franzina che vince la gara con Meridio a chi passa prima con Variati, adesso Abalti che accusa gli altri consiglieri di essere troppo antivariatiani. Da ultimo la rosa dei possibili candidati.
HÜLLWECK! Ci mancava solo questa! Hüllweck e Variati sono due minestre riscaldate, questo si Sto arrivando! Ma la seconda è ancora calda, la prima è fredda, meglio gelata.
CICERO! L’uomo per tutte le stagioni. Alleato della Sartori contro Variati, poi cameriere a ore di Variati, adesso suo concorrente. Senza pudore. Regaliamogli un poster di Matteotti. Che si converta.
ZOCCA! Ci vien da ridere. Invece che moglie o marito, in città comanderebbe il papà.
Questi non vogliono che Variati vinca, vogliono che stravinca.
Tutti diversivi, non avete ancora capito?
VotAntonio!