La Nisticò, Bindi e la politica su Facebook
Per chi fa politica Facebook e social network sono ormai uno strumento di lavoro. Aiutano a mantenere i contatti e a crearsene di nuovi (non a caso Variati è tornato a farsi vedere a qualche mese dal via della campagna elettorale), servono a lanciare messaggi, e pazienza se a volte fanno rimediare qualche scivolone, come capitato recentemente all’assessore Dalla Pozza, che si è beccato un bel po’ di critiche proprio per una battuta infelice con cui ha commentato una foto.
L’altro giorno proprio su Facebook la consigliere comunale del Pd Francesca Nisticò si è lasciata andare ad un commento sulla questione delle nozze gay e della querelle Beppe Grillo-Rosy Bindi. «Il segretario del Pd – ha scritto – ha dichiarato che peppe grillo è stato volgare e demagogico quando ha dichiarato sul suo blog – La Bindi che problemi con il vero amore non ne ha probabilmente mai avuti, ha negato persino la presentazione di un documento sull’unione civile tra gay all’incontro dei democratici nella sede del partito a Roma. – peppe grillo per me ha solo detto la verità. La signora Bindi che ha cominciato a far politica quando io ero bimbetta si è sempre proclamata casta e si è quindi votata alla castità. Va da sè quindi che Grillo non ha detto nulla di offensivo». Lapidario il commento finale: «Il mio partito è vecchio dentro». Poi ha cancellato il post togliendo quest’ultimo giudizio ed edulcorando un po’ il tutto.
Raggiunta al telefono, la consigliere comunale ha confermato la sua posizione. Spiegando, in sintesi, che non è un mistero che il Pd abbia bisogno di un ricambio generazionale, visto che c’è gente come Penati o Renzi che da anni sta portando avanti questo tema, nonostante i vertici del partito facciano continuamente orecchie da mercante. Che la crisi dei partiti, dove la fedeltà al leader conta molto più del merito, è lo specchio della crisi della società. E che sarebbe ora di riformare qualche legge per reintrodurre le preferenze (di contro alla linea del suo partito) mettendo un limite ai mandati in parlamento. Anche perché, altrimenti, ci penseranno gli elettori a farsi sentire al momento del voto.
Un malcontento evidente e, probabilmente condiviso da diversi milioni di italiani. E che riguarda anche l’oggetto del contendere: il riconoscimento delle unioni omosessuali. Dove il Pd, invece di ribadire la laicità dello stato, assume posizioni di chiusura. Criticando Grillo per una frase alla fine banale, e dimostrandosi, appunto, vecchio dentro. Idea, anche questa, condivisa probabilmente da qualche milione di italiani.
Peccato che alla fine, abbia deciso di non rilasciare altre dichiarazioni ufficiali, per non alimentare le terrorizzanti famigerate polemiche. Ora: il dibattito su questi argomenti è aperto da tempo, anche a livello locale (si veda, ad esempio, questi articoli sulle unioni civili, sulla famiglia anagrafica e sullo svecchiamento della classe politica), una voce in più sarebbe stata solo che benvenuta. Perché nascondere la mano dopo aver gettato un sasso nello stagno pubblico di Facebook? La paura fa novanta. Anzi trentadue. Come le candidature in lista l’anno prossimo.



Francesca sei stata bravissima, finalmente la coerenza va avanti senza paure.Questo commento sul partito vecchio è stato detto in varie sedi ma nessuno ne tiene conto, spero che abbiano capito chi fa orecchie da mercante,Rosaria
A. la questione omosessuale non è certo un tema di conflitto generazionale, ma etico.
B. seguendo lo stesso iter logico proposto dalla signora, in materia di filiazione possono votare solo coloro che hanno figli?
C. se un partito non piace, perchè rimanerci?
Dal mio punto di vista si vorrebbe trattare la questione in modo etico, ma in realtà chi vive una certa condizione sa che stiamo affrontando questioni che hanno un sapore di “quotidiano”, di problemi e difficoltà vissute e riscontrate ogni giorno. Quando anonimo parla di partito vecchio forse non si riferisce ad una questione anagrafica, ma probabilmente al fatto che la politica oggi affronta questioni (relativamente) nuove con strumenti vecchi.
Premesso che non mi interessa difendere o attaccare un partito piuttosto di altri e che la questione di fondo é generale e trasversale, mi sento di dire che la dialettica interna deve essere vista come strumento di democrazia. Se all’interno del movimento LGBT fossero prese delle posizioni che non condivido, la prima cosa che farei sarebbe quella di fare sentire la mia voce e di confrontarmi quando non in linea con quanto proposto o deciso; lo stesso motivo per cui e lei invece di starcene zitti interveniamo commentando quanto qui pubblicato.
Se un partito non piace perchè rimanerci, questa è una bella domanda. Potrebbe essere che no prova a cambiarlo, potrebbe essere che uno ha paura di alzare la testa perchè gliela tagliano, potrebbe essere che ha fiducia nel futuro e alla fine molleranno la presa sti vecchi! Ora posso dire che da un po’ mi pongo questa domanda, mi rendo conto che la risposta è facile, per questo ho letto che anche lo stesso federico dopo l’assemblea di sabato è tornato a casa con grandi perplessità sul tema della legge elettorale e sulle primarie. cerchiamo di dare una risposta a questa domanda se un partito non piace perchè riamnerci? io comincio a capire che ci possono esere altre realtà anche al di fuori del panorama del centro sinistra e che tutte le forze del campo olitico non riescono più a soddisfare la domande e le questioni che la coscienza personale di ogniuno di noi pone a se stesso, nel proprio profondo. Sembra troppo brutto e duro dover ammettere la necessità di doverci costruire con i nostri piccoli strumenti un panorama politico più rispondente alla realtà che viviamo e che il panorama attuale risponda a quella realta di pochi: forse la casta esiste davvero allora.
Era una domanda provocatoriamente espressa in quella forma sintetica.
La questione è: se un partito non rispecchia, nella struttura e nei contenuti che promuove, i propri ideali e la propria passione, i propri programmi e principi, ha senso cambiare quel partito (e quindi accettare che altri, cui invece così va bene, se ne vadano) oppure cercare nel panorama politico un soggetto maggiormente rispondente al proprio io ed alla propria azione?
Io trovo che non solo la casta esista, ma che sia lo specchio del nostro Paese. Un tempo, quando la situazione economica appariva meno disastrata di oggi, un politico evasore o un furbetto di palazzo eran visti da molti come modelli da seguire; ora che molti lavoratori sono a casa e che i servizi vengono tagliati , la casta viene percepita come il male assoluto . Premesso che la casta non sta solo a palazzo, ma anche nel privato, nessuno offre certezze sul fatto che il vecchio sia tutto da buttare ed il nuovo sia immacolatamente giusto. Ognuno risponde alla propria coscienza , per cui chi non si riconosce in un partito, movimento o altro é libero di andarsene o di contribuire al cambiamento al suo interno.
Detto ciò, é forse il caso di fare un passo avanti sui diritti civili. Quando Rosy Bindi dice che i Vescovi rimpiangono i Di.Co. e che i gay rimpiangeranno le Unioni Civili, mi incazzo, perché colgo la totale mancanza di prospettiva nel fare ciò che si é chiamati a fare. Chi rappresenta la Bindi in questo momento? Se il confronto sul matrimonio non c’é perché secondo lei é incostituzionale alla faccia delle recenti aperture da parte della Corte Costituzionale o della Cassazione, allora perché in altri paesi sono gli stessi conservatori a porre la questione?
É naturale essere tentati dal mollare tutto e voltare le spalle quando certe cose accadono, é stato fatto per anni e quella che noi chiamiamo ne ha giovato. Oggi gli attivisti LGBT alzano la testa perché sanno che con la rassegnazione non si ottiene nulla.
Gentile Signor Stella,
in attesa, se Vorrà, di risposte anche alle altre questioni poste,
di che prospettiva parla? di che mancanza di confronto? di che rassegnazione?
Ci sono tutti i diritti, tutte le possibilità, tutte le sedi per parlare, tutta la libertà di vivere la propria essenza, di trovare accordi patrimoniali, gestionali, ecc. A me sembra che tutti possano andare in giro a testa alta oggi in italia, e come cittadino ne sono orgoglioso. Che problemi ci sono che richiedano agli attivisti LGBT di alzare la testa ancora più su di quanto già non sia?
Gentilissimo Andirivieni,
nel caso in questione é mancata la concertazione con le associazioni o la comunità LGBT, quindi nessuna prospettiva di dialogo. La questione della rassegnazione era riferito al Suo: “C. se un partito non piace, perchè rimanerci?”, interpretabile, se vogliamo, come un gettare la spugna.
Parità tra coppie etero omo non c’é: dal diritto di scegliere se sposarsi o meno, adozioni, passando per le discriminazioni nel mondo del lavoro, ecc…
Poi, se permette, parlando invece del trattamento riservato ai singoli, vorrei dire che (per fortuna) non mi sono mai imbattuto in un titolo tipo: “Roma, giovane pestato perché etero”.
Potrei anche aggiungere che in alcune regioni, vedi Lombardia, se Lei intendesse donare il sangue dichiarandosi omosessuale si sentirebbe quasi certamente rispondere: “No, lei appartiene ad una categoria a rischio”.
Per quanto riguarda il fatto che in Italia tutti possano andare in giro a testa alta, penso che quanto avvenuto in occasione del Pride a Bassano la dica lunga.
Su altre questioni, se non Le spiace, sarà mia premura fornirLe risposte non appena in mio possesso.
Gentile Stella,
perchè un associazione politica dovrebbe concertare una sua valutazione con delle associazioni esterne o delle comunità LGBT? a meno che lei non ritenga che in questo campo ci sia una sorta di diritto primigenio di queste associazioni, non ve ne è motivo: sono soggetti distinti, operanti in campi distinti e con obiettivi diversi.
Lei confonde, non so se ad arte, i piani della parità con quelli dei diritti: lei è libero di amare chi vuole in questo paese, e conseguentemente di potersi sposare o meno, di poter adottare o meno, ecc. Chi non si sposa, etero o meno, non adotta, fra l’altro. Ma lei già nell’altra discussione sull’adozione ad un approfondimento sul tema si è negato. Inoltre la funzione sociale del matrimonio è legata alla sua struttura, senza la quale bisognerebbe ridiscutere anche il complesso di diritti-doveri, che non si riverberano certo solo sulla coppia.
In merito alla discriminazione sul lavoro, mah… lei per curiosità dove vive?
Depreco il pestaggio in sè in maniera assoluta e considero le ragioni, tutte, bieche, questa forse più di altre. Ma lei continua a mischiare i piani.
In effetti, la dice lunga: sulla libertà di fare manifestazioni liberamente, anche se sull’utilità per la causa sono dubbioso, dato che non c’è nulla di male ed è normale. Francamente non mi sono mai imbattuto in un etero-pride.
Sul resto, come desidera, certamente. Ma prima di fare certe illazioni sui costi e diritti negati o lesi, forse è meglio avere delle risposte di supporto, non crede?
Penati non stava con Renzi ma al più con Lari.
Penati –> CIVATI
io penso che il matrimonio sia un’alleanza o patto non infinito fra due persone che decidono di vivere nella stessa casa e che qui in Italia poi si sia deviato tutto con il matromonio in chiesa. Non molto tempo fa e nacora oggi in molti luoghi anche qui in Italia ci si sposava con matrimoni combinati senza amore e si stava insieme poi fino alla morte perchè non esisteva il divorzio.Ora che siamo liberi di scegliere con chi vivere sia fra persone di sesso diverso e dello stesso sesso perchè ci si ama davvero la chiesa il cattolicesimo si mette ancora in mezzo.Consiglio a chi è del Pd e prima era comunista di riflettere davvero se continuare a stare in questo partito…o se vuol rimanerci di protestare tantissimo è un attacco forte alla democrazia come riguardo l’aborto e la libertà di farlo o non farlo che spetta solo escusivamente alla donna
Il solito intervento di cui non si sentiva l’esigenza.
Quindi:
- per millenni le cose sono andate male, solo ORA si è liberi di scegliere e di amare. ma dall’alto di che pulpito e con che preparazione storico-sociologica lancia questo giudizio?
- se una persona era comunista ed ora è nel PD secondo me doveva interrogarsi quand’è entrata ed ha fatto una scelta, e magari tanto comunista nemmeno era prima….
- “attacco alla democrazia” perchè?!?!
- la libertà di aborto spetta solo esclusivamente alle donne? e il povero padre di turno non ha parola? questa è la sua democrazia comunista?
non tutti i matrimoni erano combinati qui in Italia per fortuna pochi ma in altri stati vicini a noi ancora adesso in tantissimi si sposano con matrimoni combinati. Certo che c’è sempre stato il matrimonio per amore ma la chiesa ha fatto in modo che anche quando finisce l’amore e magari due persone non si sopportano più se divorziano vengano anche scomunicate le sembra giusto o una democrazia? poi riguardo l’aborto sostengo che sia solo la donna a decidere infatti se si arriva a decidere per l’aborto è perchè il figlio non era in progetto e c’è stata una violenza o la donna non è pronta a rischiare una gravidanza
sono intervenuta riguardo gli ultimi fatti in regione veneto e le decisioni in consiglio del PD che si dice democratico poi segue la chiesa. Ho molti conoscenti ex comunisti dentro il PD che si vogliono far chiamare da me compagni dicevo a loro…
- e se anche vengono scomunicate, cosa c’entra con lo Stato e la vita civile? Le sue parole trasudano clericalismo. La Chiesa è un’associazione privata, con le sue regole, e peraltro giustamente nemmeno si pone la questione della democrazia. e se non le piace può scegliersi un’altra associazione religiosa, se proprio deve avere un tramite verso la sua spiritualità. Personalmente se venissi escluso dal mio circolo del golf mi spiacerebbe molto.
- sull’aborto, dove si trova la sua “democrazia”? perchè l’uomo, che per quanto ne so ha contribuito in maniera decisiva al potenziale nuovo nato, non ha il diritto di avere un parere? e se il figlio era nel progetto di lui e non di lei?
- ma se sono ex comunisti perchè si fanno chiamare compagni? potevano rimanere comunisti e basta oppure farsi chiamare ex-compagni, non trova?
- ma se nel PD prevale quella linea, ciò non è democratico? o è democratico solo quando si prendono le decisioni che piacciono a lei?
chieda agli italiani di stampo cattolico tutte queste cose…io come le ho detto sono per le unioni di fatto per i matrimoni civili indipendentemente dal sesso e per la libertà di una donna di abortire…sono gli italiani democratici pieni di clericalismo non io
buona notte
Gentile Antonella,
le mie domande sono per lei, richiamate dalle sue parole.
Se lei è così diversa dagli “altri”, perchè le importa di quello che pensa la Chiesa ma poi smentisce di essere clericale?
E poi, cosa c’entra questo con la domanda sull’aborto? e sul PD?
Io provo a discutere seriamente, con la dignità che devo ad un interlocutore. Ma forse è più semplice per lei scherzarci sopra…
il mio primo intrevento non era rivolto a lei signora andirivieni ma al PD. Rigaurdo la doamnda che mi ha fatto sull’aborto le rispondo che spetta solo alla donna rimasta incinta la decisione di abortire o no e deve trovare strutture adtte per farlo per non ricorrere alla clandestinità rischiando di morire. a volte noi donne rimaniamo inconte dopo una violenza o quando il nostro patner è ubriaco o qaundo semplicemente per uno sbaglio non ci si rende conto di cosa vuol dire avere un figlio.Io non ucciderei mai nessuno perciò la’borto non lo afrei mai se non in condizioni estreme ma non impedisco come fanno i democratici del PD ada ltre donne di farlo.Il padre non è padre no fino a che non riconsoce il figlio? se la sua patner è contraria le deve rispettare ma è la donna che deve decidere della sua salute del suo corpo e della sua vita
scusate non ho corretto prima di inviare
il mio primo intervento non era rivolto a lei signora Andirivieni ma al PD. Riguardo la domanda che mi ha fatto sull’aborto le rispondo che spetta solo alla donna rimasta incinta la decisione di abortire o no e deve trovare strutture adatte per farlo per non ricorrere alla clandestinità rischiando di morire. a volte noi donne rimaniamo incinte dopo una violenza o quando il nostro patner è ubriaco o quando semplicemente per uno sbaglio non ci si rende conto di cosa vuol dire avere un figlio.Io non ucciderei mai nessuno perciò l’aborto non lo farei mai se non in condizioni estreme ma non impedisco come fanno i democratici del PD ad altre donne di farlo.Il padre non è padre no fino a che non riconosce il figlio? se la sua patner è contraria le deve rispettare ma è la donna che deve decidere della sua salute del suo corpo e della sua vita
Quindi secondo lei la volontà della donna vale più di quella dell’uomo ed il figlio fa parte del corpo della donna. Interessante posizione.
di certo a decidere per le donne non deve essere Ferrara…io vorrei più psicologi e ostetriche preparate a consigliare una donna che vuole abortire e farle capire cosa comporta quel gesto e no uomini del pd o preti e papi che non sanno niente di niente di maternità.
Cosa c ‘entra Ferrara?
Sarò chiaro: ha diritto l’uomo co-generatore del feto di dire la sua o no?
se è lui che rimane incinto si…se una donna non lo vuole il bambino non si può costringere neanche dal marito a farlo perchè è lei che deve partorirlo e poi allattarlo e crescerlo meglio perciò prevenire che una donna diventi depressa a causa di una gravidanza non voluta…Ferrara l’ho nominato perchè mi sembra che quelli del PD lo ascoltino
Però! Sani principi, vera parità comunista!
E se il marito, o compagno (non nel senso dei suoi amici) o anche solo occasionale ingravidatore si offrisse di prendere con sè il bimbo, allattarlo artificialmente, crescerlo, accudirlo?
PS: a proposito di Ferrara, a me sembra che lo abbiano ascoltato anche molti nel PCI….
qui deve essere la donna che porta il bimbo di un così bravo papà (penso e spero ce ne siano)a decidere cosa fare aiutata dai psicologi e medici competenti. Signor Andirivieni io non decido per tutte le donne ma ogni donna nel mondo deve decidere per lei senza che siano i preti a fare le leggi per noi donne capito? le leggi che ci riguardano le facciamo e decidiamo noi con chi del mondo maschile rispetta davvero le donne . Non quelli del PD perciò