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Italia dei Valori: “Piani Interventi, mancano dati fondamentali”

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“La differenza c’è, prima la città era amministrata dal centro-destra ora, invece, lo è dal centro-sinistra. Nonostante questo cambiamento formale, risulta più che mai attuale la nota frase “tutto deve cambiare, perchè tutto resti uguale”. Inevitabilmente qualcuno sarà del parere che le cose nella sostanza sono cambiate ma a mio parere le differenze non sono ragguardevoli. Anzi, inviterei soprattutto i cittadini di Vicenza a verificare la realtà. Per quel che mi riguarda non c’è molta differenza tra il costruire blocchi di dimensioni considerevoli o piccole unità frammentate sul territorio.
Dobbiamo ben tenere a mente che questo non è solo che il primo Piano degli Interventi. Sia chiaro, non sono minimamente contrario alla riqualificazione di aree dismesse e degradate, è giusto e doveroso, ma non lo è il sacrificare terreno agricolo, questo no. Personalmente dissento principalmente con il metodo utilizzato. Tutte le attività svolte con obiettivo la stipula dei vari accordi con i privati nascono viziate a causa della mancanza di importanti e determinanti elementi per una corretta analisi.
Quasi tutti gli accordi sono realizzati usando come principio guida l’interesse pubblico; la realizzazione di infrastrutture, quali strade, piste ciclabili, marciapiedi e rotatorie non è altro che la concretizzazione di tale principio nell’urbanistica. Ma qual è la strategia alla base di suddetti accordi se il piano stesso della mobilità, il famoso Pum, non è ancora stato partorito? Qualcuno dirà che è in arrivo. Io rispondo,invece, che nella situazione in cui si trova la nostra città doveva essere la priorità, proprio per stabilire un’organizzazione del territorio fondata su linee guida condivise e indirizzate alla pubblica utilità. Perché una fruibile mobilità rende la vita dei cittadini più agevole e, soprattutto, più sana. Inutile rammentare che una più consapevole gestione della rete stradale porta numerosi vantaggi, tra i quali, il più importante, la diminuzione dell’inquinamento.
Secondo punto al quale vorrei portare la vostra attenzione. Siamo, da tempo, in attesa anche di un nuovo regolamento edilizio. Non molto tempo fa ne era persino uscita una bozza, della quale non se n’è più nemmeno sentito parlare. Eppure questo strumento, attualmente esistente ma obsoleto, sarebbe, se opportunamente rivisto, estremamente utile nell’analisi del Piano degli Interventi. Per ultimo, ma non meno importante, Il Pat. Qualcuno di voi si ricorderà che io votai a favore del Piano di Assetto del Territorio, seppur non condividendolo in toto, ma con la speranza, che allora espressi sotto forma di invito all’amministrazione, di una valutazione del Piano degli Interventi senza manovre errate che avrebbero potuto distruggere quanto restava del territorio agricolo.
Con mio enorme rammarico, purtroppo, ho scoperto che i dati necessari e preliminari all’elaborazione del Pat, ora, non sono reperibili se non con ulteriori operazioni ad opera degli uffici preposti. Sono venuto a conoscenza di ciò dopo aver proposto una mozione su iniziativa del Forum “Salviamo il Paesaggio e Difendiamo il Territorio”. Il Forum chiedeva di compilare un modulo con una serie di dati indispensabili per una valutazione attenta e precisa del futuro urbanistico della nostra città. Il fine era ottenere un censimento, condotto a livello nazionale, sul consumo del territorio, riunendo i dati delle varie città. La compilazione del modulo risultò difficile perché non c’era, e tuttora non c’è, una disponibilità immediata di questi dati.
A questo punto, la domanda è lecita: quanto può essere esaustivo il Pat di Vicenza, se mancano questi dati? Come può un Piano degli Interventi, che si appoggia per la sua analisi sul Pat avere credibilità? E’ a mio avviso necessario fare in modo che ci si possa dotare di tutti gli strumenti utili a garantire, sia la massima trasparenza, ma soprattutto la massima efficacia, per lo sviluppo di una città a misura d’uomo e della sua dignità. Dobbiamo fermarci, riflettere ed avere il coraggio di tornare indietro rivedendo le reali necessità. E’ facile andare a costruire su terreni agricoli, ma è altrettanto facile capire, che questi terreni non ci saranno più. Non ci saranno più per noi, per i nostri figli e per tutte le generazioni future”.

Silvano Sgreva
Consigliere Comune di Vicenza – Italia dei Valori

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Una commento a Italia dei Valori: “Piani Interventi, mancano dati fondamentali”

  1. Liberi Vicentini 09 lug 2012 a 22:50

    Desidero ricordare uno stralcio dell’intervista a Silvano Sgreva a “La Domenica di Vicenza” pubblicata sabato 14 novembre 2009

    (…) Silvano Sgreva ama la pallavolo e sta cominciando ad amare anche la politica: sono due aspetti che il nuovo consigliere comunale dell’IdV tende a sottolineare:

    «Sì perché sono certo un professionista della politica!».

    L’approvazione del Pat darà un nuovo stimolo per il rilancio della attività amministrativa, a suo parere come lo giudica nel suo complesso?

    «La mia stima verso gli assessori e gli uffici che l’hanno progettato, la passione che questi ci hanno messo fin dal primo momento, mi rende personalmente orgoglioso di far parte di questa amministrazione e mi fa di conseguenza giudicare complessivamente nel modo più convinto la bontà dello stesso. Secondo me sicuramente il Pat raccoglie un’enormità di stimoli che possono servire al rilancio non solo dell’amministrazione, ma soprattutto della città stessa».

    Questo è Silvano Sgreva nel 2009, perciò sarei grato se lo stesso potesse dare alcune delucidazioni su quanto dichiara adesso su Nuova Vicenza, perchè ho la netta sensazione che ci siano due Sgreva in consiglio comunale. Quello che sostiene la bontà delle decisioni del Sindaco Variati e dell’Assessore Lazzari ed un’altro Sgreva che ne prende le distanze.

    Già a suo tempo molti, lo stesso IDV provinciale, avevano lanciato segnali allarmanti sul programma variatiano, ma probabilmente Sgreva non gli aveva colti, oggi, invece, ne prende le distanze, anche se la Dott.ssa Lazzari è sempre lo stesso assessore coerente al suo programma.

    Ora ho dei dubbi. Che sia lo stesso Sgreva o è subentrato un’altro consigliere che addomestica a suo uso e consumo l’attuale eletto nelle liste di Variati Sindaco?

    Anche perchè in queste sue dichiarazioni c’è poco del consigliere Sgreva. Pochi giorni fa nel “Il Giornale di Vicenza” si era riavvicinato al programma di Variati, dichiarando che dopo l’allontanamento di Cicero da parte di Variati avrebbe potuto rientrare nella maggioranza (forse per prepararsi con un alleato vincente alle prossime elezioni).

    Cicero è stato allontanato dalla maggioranza da Variati, poi rientrato, per poi andarsene liberamente.

    Quindi ci sorprende il nuovo Consigliere Sgreva. E’ libero nelle proprie azioni o si deve smarcare da quello che aveva votato? Era convinto che meglio non si poteva fare per potersi distinguere e per non essere attaccato da alcuni organi di stampa vicentina?
     
    Qual’è il vero Sgreva, è necessario saperlo anzitempo, non vorrei trovarmi con due Sgreva anche nella prossima amministrazione di Vicenza.

    Grazie

    Liberi Vicentini

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