Bertesinella, via al cemento. Il quartiere all’oscuro
Invece di lasciare, la lottizzazione raddoppia. Nell’infornata di accordi pubblico–privato approvati in tempi record dal consiglio comunale (il Piano Interventi), ce n’è uno che ha già dato adito a polemiche. Si tratta dell’accordo firmato tra il Comune e la famiglia De Bon per una lottizzazione a Bertesinella, e il motivo è presto detto: in zona, negli ultimi anni, erano già stati approvati piani urbanistici molto pesanti, e in alcuni casi anche molto contestati dai residenti. Come il piano Lodi, contro cui il centrosinistra, ai tempi della campagna per le comunali 2008, aveva espresso una posizione nettamente contraria. Adesso, invece, tra la sorpresa di chi abita in zona, lo stesso centrosinistra dà il via libera ad una lottizzazione analoga a pochi passi di distanza.
Il piano De Bon riguarda infatti un’area di 34.600 metri quadrati collocata a fianco dell’area Lodi, un rettangolo di terreno che tocca l’estremità più lontana di via Fina e costeggia il lato settentrionale di via Bevilacqua. Lì oggi ci sono campi: secondo il progetto firmato da Carlo Loro che ne dà un’idea di massima (da definire nei dettagli con un successivo Piano urbanistico attuativo), saranno realizzati tre condomini da quattro piani nel lato più a nord, quello a ridosso della futura bretella che collegherà via della Paglia con via Aldo Moro. Nel lotto più vicino al quartiere, invece, ci sarà spazio per quattro file di villette a schiera. In totale si avranno 8.305 metri quadrati di nuove abitazioni, in cui potranno trovare spazio, a livello teorico, circa 170 nuovi abitanti. L’accesso all’area avverrà da via della Paglia, grazie ad un primo tratto della bretellina che sarà realizzato dai De Bon e che rappresenta una delle contropartite che ottiene il pubblico. Qui però c’è ancora un’incognita, perché il terreno su cui fare la strada è di un altro proprietario (famiglia Trevisan), con il quale non è ancora definita un’intesa. Le altre contropartite sono un parcheggio pubblico di 2.500 metri quadrati a nord di via Fina (quello che secondo Lucio Zoppello, ex presidente di circoscrizione e progettista del piano Lodi, servirà solo alla lottizzazione perché troppo decentrato rispetto al resto del quartiere e accessibile solo dalla bretellina), e un parco di 2600 metri quadrati nell’area cuscinetto tra le nuove villette e via Bevilacqua. Oltre a 5.400 metri di terreno dove verrà costruito il proseguimento della bretella. Per un conto complessivo di oltre 700 mila euro.
Per fare un confronto, il piano Lodi prevede, dopo le ultime modifiche che hanno tolto un intero piano ai condomini, 9400 metri quadrati di nuove abitazioni distribuiti in sei palazzine di quattro piani (altezza massima 12 metri), con parcheggi interni alla lottizzazione e una strada di collegamento alla bretella via della Paglia – via Aldo Moro. In più, 100 mila euro da versare per sistemare la media Bortolan. L’indice di edificabilità del piano De Bon è molto inferiore (0,24 metri quadrati per metro quadro di superficie disponibile, contro 0,58 dell’area Lodi), ma va detto che quella è un’area in cui oggi c’è il verde di campi coltivati; l’area Lodi è invece un’area industriale dismessa, e quindi già urbanizzata.
In ogni caso, il nuovo insediamento va ad inserirsi in una delle zone a più alta densità di nuove lottizzazioni della città. Oltre al piano Lodi, a qualche centinaio di metri ci sono il piano Barcaro-Zaccaria, che prevede 14.400 metri quadrati di appartamenti, uffici e negozi in cambio di opere pubbliche come parcheggi, una piazza, una ciclabile e un sottopasso; e il piano Marotti, che in un’area di 100 mila metri quadrati dovrebbe far sorgere 48 mila metri quadrati di nuove case (sufficienti per oltre mille abitanti), una palestra e una nuova scuola materna. Tutti piani già approvati e, e questo è uno degli aspetti paradossali della vicenda, tutti fermi ai blocchi di partenza perché in questo momento non c’è mercato per nuove costruzioni. Chi può costruire non lo fa perché non conviene, e intanto il Comune autorizza nuove edificazioni nella stessa area.
La prima reazione degli abitanti della zona è di sbigottimento. «Una nuova lottizzazione? Non ne sappiamo nulla – commenta Pietro Maron, uno degli animatori del comitato di via Fina che aveva guidato la protesta contro il piano Lodi -. Cadiamo dalle nuvole, nessuno ci ha detto niente. Andiamo bene, non ne bastava una, adesso ne fanno due». In questi giorni dovrebbero esserci degli incontri per analizzare la situazione e decidere se e come muoversi.
Ad essere chiamato in causa è, ovviamente, il centrosinistra, che si trova di fronte a due nodi tutti politici da sciogliere. Il primo è come spiegare il diverso atteggiamento tra le due lottizzazioni: l’avversione al piano Lodi (che alla fine è stato comunque approvato da Variati, dopo un ridimensionamento) e il via libera liscio come l’olio al piano De Bon. Bastano le differenze negli indici di edificazione e il peso delle contropartite pubbliche a respingere l’accusa di usare due pesi e due misure? «La critica ci può stare – risponde Luigi Volpiana, consigliere comunale del Pd che quando era in circoscrizione 3 è stato tra i più critici oppositori del piano Lodi e che adesso non ha partecipato al voto sul piano De Bon, votando però la delibera complessiva -. Ma il piano De Bon è fondamentale per ridisegnare la viabilità del quartiere, pone le basi per la bretella che sgraverà il traffico di Cà Balbi e avrà ricadute positive anche sul piano Lodi. Va detto, poi, che nessuno era contrario al piano Lodi in sé, ma a come era stato fatto e gestito: erano edifici troppo impattanti rispetto al contesto del quartiere, e non aveva una viabilità adeguata».
Il secondo punto riguarda la trasparenza e la partecipazione che Variati ha più volte indicato come cardini del proprio mandato. Sul nuovo accordo a Bertesinella non c’è stata un incontro, una presentazione, un’assemblea (così come non ce ne sono state per gli altri). Qualcosa era forse stato accennato nel corso del tour dei quartieri. Ma è troppo poco, come dimostra lo stupore dei residenti. Il nuovo corso dell’urbanistica partecipata sembra finito ancora prima di cominciare.


Mi piacerebbe che l’autore approfondisse, perché la concentrazione in una stessa micro-zona di diversi piani di edificazione e la presenza – vedi Volpiana – di barlumi di interconnessione dovrebbero presupporre un poco di ..pianificazione urbana , questa volta concreta e raccontabile. Ma è proprio così? Ci vorrebbe un minimo di interlocuzione con l’ Amministrazione : è possibile?