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Vicenza retrocesso? Abbiate Fede

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Emilio Fede

La mediocrità della stampa cittadina è responsabile più di società e giocatori. L’incredibile delle retrocessione vicentina, infatti, non è il ritorno in serie C dopo vent’anni: è la faccia tosta di chi aveva il compito di raccontare alla città questo delirio iniziato anni fa e si è invece preoccupato di far apparire tutto normale e sotto controllo.
Parliamo del quotidiano cittadino, che nelle pagine sportive ha abbandonato da anni il suo mestiere (fare informazione e critica, lo ricordiamo) per diventare ufficio stampa, un modo elegante per dire “distendersi a pelle di leopardo” come neanche Emilio Fede nei tempi d’oro.
Nelle ultime stagioni il calcio del Vicenza ha raggiunto livelli di bruttezza senza pari. Abbiamo visto lo stadio svuotarsi partita dopo partita e campionato dopo campionato: migliaia di persone che non perdevano una partita (indipendentemente dalla categoria) oggi preferiscono il campionato regionale di lotta greco-romana per non udenti, il beach volley delle Casalinghe del Dopolavoro Ferroviario, e perfino il baseball della locale formazione ai Pomari. Conosco ex ultrà che da sei anni tifano la squadra locale di baseball con enorme passione. Pazienza se ogni volta devono farsi spiegare chi ha vinto: ancora non hanno capito una sola regola!
Abbiamo visto l’orrore negli occhi della gente, incapaci di accettare che in novanta minuti di gioco il Vicenza non fosse riuscito a fare tre passaggi di fila. Li abbiamo visti i distinti, che dai tempi di Vinicio considerano volgare applaudire una bella azione se non ci sono dodici passaggi di fila, sei colpi di tacco e un sinistro perfetto sotto alla traversa. Li abbiamo visti spellarsi le mani e fare la ola dopo tre passaggi di fila durante Vicenza-Maceratese: trentaquattro partite che non accadeva!
Ma soprattutto abbiamo letto. Abbiamo letto, ogni giorno, dal lunedì alla domenica, le litanie più atroci dei giornalisti che – involontariamente e senza cattiveria, ma non per questo senza responsabilità – hanno fatto il gioco di questi disonesti del pallone. Vi riportiamo alcune tracce di articoli usciti in questi anni terribili, che ci hanno portati un po’ alla volta alla retrocessione.
“Bisogna riconoscere il giusto merito a questa dirigenza, che si è presa la responsabilità, una pesante responsabilità economica, di acquisire una società che per la proprietà inglese era solo un investimento senza cuore né anima”. (Con gli inglesi senza cuore e anima eravamo arrivati in cima all’Europa, a prendere a schiaffi Chelsea e Juventus; con questi mentecatti ci siamo fatti massacrare da Gubbio e Nocerina).
“Certo, il Vicenza attualmente è quint’ultimo: ma abbiamo calcolato che se le partite fossero finite nel primo tempo, saremmo a ridosso delle prime”. (Questa, che ci crediate o meno, è vera.)
“La situazione è molto delicata e la retrocessione fa paura. Ricordiamo però che nel campionato ’37-38 la Solbiatese di Rocco Frastagna, che era in una posizione molto peggiore, riuscì non solo a salvarsi ma addirittura a sfiorare la promozione in A”. Anche questa, che ci crediate o meno, è vera.
“Se anche perdessimo lo spareggio, la delusione sarà mitigata da una grande notizia: non finiremo in serie C perché, dopo la riforma, il campionato di chiama infatti Prima Divisione. Che è tutta un’altra cosa per gli sportivi”. Questa non è vera ma potrebbe esserlo.
“Siamo retrocessi e la società deve ora assumersi le sue responsabilità: una gestione dilettantistica, sbagliata, pressapochista, fatta di grandi promesse mai mantenute”. Questa, accidenti, è tutta vera. Ma si sono dimenticati di aggiungere che per anni e anni loro non se n’erano mai accorti.

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3 Commenti a Vicenza retrocesso? Abbiate Fede

  1. Pino Dato 15 giu 2012 a 10:08

    Non conosco Elena Derossi ma devo complimentarmi con lei. Il suo articolo è perfetto. Il Vicenza sconta dieci anni di assenza dell’opinione pubblica vicentina sulla cattiva gestione di società e squadra. Mai l’informazione sportiva era arrivata a un punto così basso. In campo non ci vanno i giornalisti ma le polemiche servono a svegliare la gente. Passiva anche la tifoseria. Prima succube poi critica a comando. Comunque, inutile. Per rifondare, questo è il punto, non c’è neanche fede (con la minuscola). Dove sono gli imprenditori vicentini? Una generazione di borghesi che andava al golf e mandava i figli in palestra, non sui campi da calcio. Si è rotto un lungo ciclo di affezione. E il calcio nel frattempo è cambiato.

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  2. Francesco 19 giu 2012 a 11:29

    Bravissima Elena, grande pezzo e grande ironia.
    “Se anche perdessimo lo spareggio, la delusione sarà mitigata da una grande notizia: non finiremo in serie C perché, dopo la riforma, il campionato di chiama infatti Prima Divisione. Che è tutta un’altra cosa per gli sportivi”. Questa non è vera ma potrebbe esserlo.” GENIALE!
    forza Lane anche da Roma!!!

    Rispondi
  3. Andirivieni 19 giu 2012 a 13:09

    la Solbiatese di Rocco Frastagna?

    Rispondi

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