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Pronti per il Villazza?

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Quando si va ad una festa rock, spesso non si pensa al grande lavoro che c’è dietro. Si va all’evento contenti dell’estate, di poter ascoltare musica, bere e guardare le bancarelle, ma nessuno si pone il problema di come a quel traguardo ci si arrivati, chi abbia avuto l’idea, come la si è potuta organizzare. Vicenza da più di vent’anni è palcoscenico delle feste rock, da Ferrock a Cajena, da Spiorock al Netta, ma la più storica era e resta il Villazza, nata alla fine degli anni ’80. Nel 2003 sparì a causa di problemi con l’allora amministrazione comunale, che vantava reclami da parte dei residenti di Via Cavalieri Vittorio Veneto.
Quest’anno però ritorna, con le nuove generazioni al comando. Giovani, che come in tutte le altre feste rock, dedicano gratuitamente il loro tempo per organizzare una manifestazione. «Io ho deciso di partecipare perché voglio essere attivo – esordisce Filippo Leoni – e non lamentarmi da seduto che a Vicenza non c’è niente da fare»: la voglia di fare, di partecipare ha spinto Filippo ad unirsi al presidente Francesco Gallo e agli altri otto del direttivo, per riesumare una festa che nessuno aveva dimenticato. «Tutti noi ce la ricordavamo – racconta Filippo – anche se l’abbiamo vissuta da adolescenti, non da adulti. Poi al bar La Canavassa, a San Lazzaro, si son sempre radunate le nostre compagnie, provenienti sia da San Lazzaro, che da San Giuseppe, che dal Villaggio del Sole. Lì c’erano anche gli ex organizzatori del Villazza, che tra una partita e l’altra ci raccontavano dei loro tempi, di cosa facevano loro e così tutto è partito. Abbiamo deciso di riesumare Villazza e riproporla».
Ed è così dal 5 all’8 luglio al parco in via Cavalieri Vittorio Veneto riapparirà Villazza Rock. Per quattro giorni di musica, gastronomia e divertimento, i nostri stanno lavorando da un anno e mezzo: «Ci autofinanziamo, come tutte le altre feste rock – spiega Filippo – e per questo abbiamo organizzato cene, pesche di beneficenza e feste, per raccogliere soldi e riuscire a pagare le spese iniziali. Le bevande e le strutture si pagheranno poi, a festa finita e speriamo, a soldi raccolti». Eh già, perché se la manifestazione va male, il direttivo ci rimette di tasca propria: «È un vero rischio d’impresa – commenta Filippo – Se va male avremo un po’ di problemi, ma lo sappiamo, l’abbiamo messo per iscritto». Speriamo quindi che la fortuna premi gli audaci. Cliccando qui potete gustarvi un simpatico video. Bravi Checco, Pippo e tutti gli altri.

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4 Commenti a Pronti per il Villazza?

  1. Bag 26 ago 2012 a 04:41

    Scusate, ma che ci guadagnate a pubblicare articoli come questo? Non ce ne sono abbastanza di leccate alle feste rock sul Giornale di Vicenza? E soprattutto: invece di sciorinare banalità condite dalla solita retorica del “oh quanto sono bravi, oh quanto si impegnano!”, non sarebbe più critico ed efficace imbastire un bell’articolo su quanto i grandi eventi musicali in Italia (e a Vicenza) sfigurino di fronte a quasi ogni altro paese europeo? Di come le proposte musicali delle feste rock siano l’apoteosi del revival e delle cover (da 20 anni!), sempre uguali (quando va bene: quando va male c’è la mafia delle amicizie), senza innovazione, senza un direttore artistico che si possa definir tale, con un organizzazione volenterosa e meritevole ma assolutamente inconsapevole di cosa può voler dire organizzare un festival oggi (una gita-studio per questa gente in Germania, Olanda, Rep. Ceca e Scandinavia sarebbe d’obbligo)? Di come all’estero sia facile usufruire di spazi per la musica (in Olanda una cittadina grande come Thiene non ha alcun problema ad ospitare festival techno-hardcore di 40.000 persone e qui per un migliaio di sfigati metallari a Camisano si mobilitano il Comune, il Vaticano e se tutto va bene anche la Buoncostume e la Croce Rossa)?

    Rispondi
    • Alessio Mannino 26 ago 2012 a 14:00

      I suoi spunti sono ottimi. Ma le “leccate di culo”, come le chiama lei, sono semplicemente articoli di un giornale on line generalista, com’è il nostro, che a volte decide di parlare in modo positivo di certi fatti. Le feste avranno i loro limiti, ma comunque io non ci sputerei sopra.

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      • Bag 26 ago 2012 a 16:26

        Wow, che risposta tempestiva! Io ho scritto solo “leccate” intendendo, in senso lato, che l’articolo è privo di critica e pieno di (insopportabile) retorica. Poco male, ci mancherebbe: magari il suo scopo è solo quello di presentare l’evento, senza altre e più grandi pretese, ed ha avuto la sola sfortuna di incocciare contro i miei vagheggiamenti delle 4 di mattina. Tuttavia allora ne approfitto per dire che a Vicenza manca completamente una critica alla gestione delle feste rock (uguali da vent’anni) e più in generale una critica del mercato dei concerti e degli eventi musicali. A Vicenza da anni si incensano manifestazioni che, pur senza nulla togliere all’impegno di chi le organizza, sfigurerebbero di fronte non solo al più sfigato festival tedesco, ma anche di fronte alla media delle feste in Slovenia, in Rep. Ceca, in Olanda, in Danimarca, e via cantando. E i vicentini si accontentano: per vari motivi, tra i quali il maggiore (e terribile) è che sono ignoranti, nel senso che NON SANNO che altrove le cose stanno in modo molto diverso. Ciò causa una pesante spirale a ribasso nell’accettazione di nuovi stili musicali poiché l’interesse nello scoprire la musica, quando manca l’abitudine all’ascolto delle novità, si addormenta (e ti ritrovi con una valanga di cover-band e di serate revival: una situazione culturalmente sterile nella quale chi suona cose originali è costretto a fuggire all’estero). Ci vorrebbe veramente qualcuno che, almeno cominciando con qualche articolo, desse una bella frustata verbale alla penosa retorica delle feste rock. (Ora che ci penso, potrei farlo io, solo che non ho uno spazio importante e il GdV mi fa talmente pena che anche solo a veder pubblicata una mia missiva mi sentirei insozzato).
        PS: sei lo stesso de la voce del ribelle? Se sì, abbiamo avuto delle ottime discussioni nel forum, un paio d’anni fa, quando ero abbonato.

        Rispondi
  2. Alessio Mannino 26 ago 2012 a 16:30

    Sì, sono lo stesso. Se vuoi inviarmi un intervento (non troppo lungo, mi raccomando) te lo pubblico volentieri. Un caro saluto.

    Rispondi

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