Presidio a Campo Marzo, la Lega: propaganda elettorale
«Finalmente cade la maschera: in questi anni il ritornello usato dal sindaco e dall’assessore Dalla Pozza era che per il controllo del territorio non si poteva fare di più, a causa della mancanza di fondi, e che la colpa era della Lega e di Maroni. Ora è evidente che non c’era la volontà politica di farlo». Ad attaccare le scelte dell’amministrazione comunale sono Alessio Sandoli, responsabile sicurezza Lega Nord di Vicenza, e Carlo Rigon, segretario cittadino del partito, che in un comunicato commentano l’istituzione del presidio di vigili, polizia e carabinieri a Campo Marzo.
I due approvano il provvedimento – «lo abbiamo chiesto decine di volte» – ma sottolineano «le azioni fallimentari dell’amministrazione compiute in questi anni: dalla prima ordinanza spot che prevedeva l’obbligo di lasciare il posto agli anziani nelle panchine del parco fino alla risibile creazione dello speaker corner, passando – affermano – per le iniziative fallimentari ideate dall’ex assessore Quero».
Nel frattempo, scrivono Sandoli e Rigon, «abbiamo assistito ad ogni genere di crimine, dallo spaccio agli scippi fino agli accoltellamenti rendendo di fatto il parco cittadino il luogo meno sicuro nell’immaginario collettivo». Secondo i due esponenti leghisti la scelta del presidio è dovuta alla necessità di «presentare qualche risultato concreto alla cittadinanza» in vista delle elezioni. «Manca un anno al rinnovo dell’amministrazione – affermano – e il sindaco Variati deve tornare a travestirsi da “sceriffo rosso” anche se riteniamo in questo caso più calzante il ruolo di “bella addormentata nel bosco” che dopo aver dormito per quattro lunghi anni si risveglia baciata dal voto».


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