Minaccia Grillo, il piano per addomesticare il meetup di Vicenza

Share

Beppe Grillo con Roberto Castiglion, sindaco M5S di Sarego

E’ un insospettabile, o forse no. «Scriva solo che sono di centrosinistra, per carità». E’ un esponente di rilievo della maggioranza che sostiene il sindaco Variati, l’interlocutore che qui ci svela «il piano», come un po’ enfaticamente lo chiama, per «neutralizzare i grillini di Vicenza». Ci confida che queste cose un po’ le sa «per certo», e un po’ «per induzione: basta guardare i fatti».
Parte da una constatazione: «Il movimento di Grillo incute un sacro timore a tutti i partiti, dal Pdl alla Lega ma, qui, soprattutto a noi della maggioranza civica». La definisce così: civica, riferendosi alla caratterizzazione svincolata dai partiti (ovvero dal Pd) che Variati ha impresso alla sua fin dal 2008 e che ha intensificato in questi mesi per fronteggiare l’ondata antipartitica rappresentata dall’avanzata grillesca e dal boom di astensionismo. «La strada maestra è quella di scolorire il più possibile il legame col Partito Democratico e allargare lo spettro delle forze in appoggio al sindaco, in modo da annettere ogni spazio possibile, mettendo insieme tutto e il contrario di tutto. Attenzione, però: con appoggio non si deve intendere soltanto chi sosterrà apertamente la candidatura di Achille, come attualmente fanno Udc o Vicenza Capoluogo o come farà il transfuga Franzina con la sua listarella. Ci possono essere vari gradi: dal fiancheggiamento all’opposizione a orologeria».
Gli chiediamo di spiegarsi meglio. «I fiancheggiatori sono già oggi, ad esempio, i No Dal Molin. Sia il Presidio con la Bottene in consiglio, che opposizione vera non ne ha mai fatta anche perchè non potrebbe, visto il patto di ferro fra i disobbedienti e Bulgarini (portavoce e consigliere del sindaco, ndr), sia i No Base che in realtà sono iscritti o omologati al Pd, magari sul versante più sinistrorso, penso ad un Albera per esempio. Gli oppositori a tempo, invece, sono Sel o i partitini comunisti: magari non si imbarcheranno subito sulla nave variatiana, fingeranno autonomia e anche un po’ di critica a questa amministrazione che per loro è stata una gran delusione, soprattutto perchè li ha tenuti fuori dalle nomine e dalle cariche. Ma poi lo voteranno Achille, se si andrà al ballottaggio l’anno prossimo. O addirittura nemmeno questo se Variati sarà così bravo, e bravo lo è senz’altro, tanto da far loro credere di contare e avere contropartite concrete. Uno che ancora non si capisce, o almeno io non capisco, se fiancheggerà o farà la messinscena è Cicero».
Ma i cinquestelle in tutto questo cosa c’entrano? «Sono l’incognita. Nessuno qui pensa realisticamente che Vicenza posso diventare una nuova Parma, con uno di loro che sfonda, va al secondo turno e vince, ma il loro potenziale preoccupa Palazzo Trissino: se dovessero conquistare un 20, un 15 o anche un 10%, potebbero essere decisivi in caso di spareggio col candidato dello pseudo-centrodestra, o quel che ci sarà dall’altra parte. In termini assoluti, intendo di gente che andrà a votare, una loro astensione potrebbe essere fatale e capovolgere il pronostico che, a meno di un anno dalle elezioni, dà Variati in testa. Insomma, con questi qui, che poi non vanno fisicamente a votare se non c’è un loro candidato sul ring, non si sa mai». Il movimento grillista ha però un paletto su cui non transige: nessun sostegno in nessuna forma ai partiti, anche quando esprimono candidati ammantati di civismo. «Allora lei non mi ascolta! Il punto non è pretendere l’impossibile, e cioè che i grilli locali dicano apertamente: stiamo con Variati. L’obbiettivo è disinnesarne quanto più possibile il potenziale combattivo, l’intransigenza e la carica contro il centrosinistra». Di qui l’ammiccare del sindaco che sottolinea il suo schierarsi per i referendum senza quorum, inseriti nello Statuto (benchè manchino le specifiche su quorum e soglia di firme), o l’investimento nel wi-fi libero. «Certo, ma la manovra è più sottile. Prevede una vera e propria infiltrazione».
Alt. Infiltrazione è vocabolo impegnativo. «Ci stanno provando, questo è sicuro. Lo schema per adesso prevede di dar manforte al gruppo che ha i suoi portavoce nella nipote di Treu, in ottimi rapporti con l’assessore Dalla Pozza, e in un certo Braggio». Come, esattamente? E perchè? «Perchè a Palazzo Trissino sanno che le loro posizioni sono morbide, non particolarmente d’attacco, e li considerano malleabili. E’ stato notato, ad esempio, che solo il gruppo che invece fa riferimento a Lain ha contestato pubblicamente l’amministrazione in assemblee pubbliche, ad esempio su San Pio X, e solo questo gruppo sta organizzando assemblee nei quartieri in aperta opposizione a noi di centrosinistra. E poi c’è Mazzuoccolo». Il consigliere che ha rotto con la Lega Nord ed è passato nel limbo del gruppo misto, dove si astiene spesso e volentieri. Dice di non voler candidarsi l’anno prossimo. «Allora perchè non si espone in consiglio, votando a favore o contro, secondo coscienza? In realtà va d’amore e d’accordo con il suo capogruppo Franzina, che è nel suo locale un giorno sì e uno no, e Franzina con un’intervista ha fatto ampiamente outing sul suo filo-variatismo, benchè si sapesse già da un pezzo che è passato di qua». Ma Mazzuoccolo che parte avrebbe, ammesso che sia come dice lei? «Il cavallo di troia. Ha conquistato la fiducia della Treu e di Braggio. Ma hanno commesso uno scivolone: aprire un secondo meetup, o come cavolo si chiama. Il disegno era riunificare i due gruppi in uno solo, in modo poi da annacquarlo in vista dell’anno prossimo. Non ci sono riusciti perchè questo secondo meetup (o terzo, contando quello di Franca Equizi, ndr) ha esacerbato gli animi ancora di più nell’altro gruppo, e ora ho letto che la Treu intende andare avanti divisi. Ma che senso ha, se la pensano uguale? E’ chiaro che sono solo personalismi ridicoli. Ora, non potendo evitarla, la divisione diventerà lo strumento per danneggiare il movimento grillino, screditarlo come fosse un partito lacerato da rivalità personali, fino alla formazione della lista civica unica, in cui comunque ci saranno candidati del gruppo Treu, cioè non ostili a Variati». La Treu però è una grillina “storica”, così come Braggio, che è addirittura un fondatore. «Ma io mica ho detto che sono consapevoli di tutto ciò! A me sembrano degli ingenui, che non hanno capito che li stanno usando. Però, che siano in torta o meno è oggettivo che, impuntandosi e dando corda a Mazzuoccolo ovvero Franzina ovvero Bulgarini-Variati, stanno facendo il gioco di questi ultimi. Lain e l’altro gruppo sono stati ingenui anche loro: avrebbero dovuto fare buon viso a cattivo gioco per poi costringerli a prendere pubblicamente posizione in modo duro contro l’amministrazione. E’ il prezzo che pagano, questi grillini, per confondere la democrazia con l’anarchia, cioè con l’assenza di regole. Ma non è colpa loro: è colpa di Grillo».
Suggerimenti al nemico? «Per me sono bravi ragazzi, non nemici. Ma sono terribilmente boccaloni, e soprattutto, a quanto mi dicono, troppo emotivi. Fossi in loro farei sottoscrivere e pubblicare un documento in cui ci si impegna fin da ora a contrastare, senza se e senza ma, ogni altro avversario. E  a fare opposizione senza sconti, visto che oggi a Vicenza non c’è, il centrodestra fa piangere». Ma che fa, rema contro la sua parte politica? «Sono sempre più scettico e sfiduciato dalla mia parte politica. A essere candidato, tanto, non ci tengo più: ci saranno solo 19 posti nella futura maggioranza consiliare, e fra noi è già cominciata una guerra spietata per conquistarsene uno. Sto pensando di rinunciare a sgomitare, così da poter guardarmi allo specchio alla mattina. Si può fare politica anche fuori dal palazzo».

Share

3 Commenti a "Minaccia Grillo, il piano per addomesticare il meetup di Vicenza"

  1. Il Cameragno  08 giu 2012 at 15:09

    la cosa migliore dell’articolo: il cappello del tizio dietro a Grillo con la bandiera palestinese.

    Rispondi

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato