Goldin e i commercianti: “ofelè fa el to mesté”
Chi fa un altro mestiere e viene a insegnarvi il vostro risulta sempre antipatico e spocchioso. E’ un po’ quel che è successo ai commercianti vicentini lunedì mattina ai Chiostri di Santa Corona con Marco Goldin. Famoso come ideatore di mostre blockbuster (su tutte, quelle di pittura alla Casa dei Carraresi di Treviso), è stato chiamato dall’amministrazione Variati per sovrintenere a quella, “Raffaello verso Picasso”, che si terrà in Basilica Palladiana dal 6 ottobre al 20 gennaio. Solo che lui ha inteso il suo ruolo in senso esteso, e ha impartito ai negozianti e ristoratori un vero e proprio vademecum, da stratega con pieni poteri sull’intero pomerio urbano. Di domenica saracinesche alzate (e ci sta, i turisti italiani si concentrano nel dì di festa). Prezzi scontati per i clienti che presentano il biglietto della mostra (e qui ci sta un po’ meno: sicuri che un commerciante rinunci a parte del suo margine così facilmente, a fronte di acquirenti che, col portafoglio in crisi, non si lasciano certo andare ad acquisti in un numero tale da compensare il singolo sconto? è come fare, letteralmente, i conti senza l’oste). Goldin, poi, trova inconcepibile non poter trovare ristoranti che lavorano a pieno ritmo alle 3 del pomeriggio, perciò su, forza, che i ristoratori si attrezzino per servire all’orario della siesta. Per questi ultimi una spesa in più, in termini di costo del lavoro nelle cucine e ai tavoli, ma ne varrà la pena. O almeno così si pensa, con le 30 mila prenotazioni già all’attivo e i 150 mila visitatori totali che si presume arriveranno per l’evento dell’anno. Più concreta l’idea delle Vetrine del Centro di mettere in piedi un servizio di guide al patrimonio artistico e monumentale del centro storico, visto che a Vicenza il sistema di “pompaggio” delle bellezze cittadine, dalla cartellonistica agli sportelli turistici ai percorsi facilitanti, è piuttosto misero.
In platea, qualche titolare di bottega borbottava: ma guarda se questo deve venire a dirmi come fare il mio lavoro, che faccio da vent’anni. Ad ascoltarlo c’erano anche il sindaco Achille Variati, il suo portavoce e braccio destro Jacopo Bulgarini e gli assessori competenti Massimo Pecori (turismo) e Tommaso Ruggeri (sviluppo economico). Ma il mattatore era Goldin, che spiegava agli scolaretti in sala la lezione su come rendere la città un’unica orchestra che suona all’unisono. Direttore: lui. Ora, che la categoria interessata debba ravvivarsi e sfruttare l’occasione della grande mostra, su questo non c’è dubbio. Ma c’era bisogno che il mago delle esposizioni sconfinasse e si ergesse a plenipotenziario del marketing? Si vede che a Vicenza abbiamo un city manager e non lo sapevamo. Goldin è certamente grato al Comune berico: lunedì si è dato ad un panegirico di Variati colmandolo di elogi come fosse un novello Mecenate. Resta da capire come mai Treviso, la ottimamente amministrata Treviso, abbia rifiutato di servirsi ancora di un tale fenomeno. Già: chissà perchè.



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