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Coppie di fatto, libertà o irresponsabilità?

Yuri Guaiana (Radicali - Certi Diritti)

I dati statistici parlano chiaro: di questo passo, la maggioranza delle unioni d’amore sarà rappresentata dalle coppie di fatto, non da quelle matrimoniali. Al momento siamo al 50%. «Il matrimonio prevede diritti e doveri che ad oggi una coppia spesso non vuole sobbarcarsi – spiega Yuri Guaiana, segretario dell’associazione Radicali Certi diritti, relatore al dibattito di Festambiente di mercoledì 20 giugno – occorre quindi creare altri istituti più flessibili, che diano modo, parlando razionalmente, di organizzare i proprio affetti e di vivere con maggior serenità l’amore. Purtroppo la realtà è governata dallo Stato e questo è il paradosso: il governo infatti dovrebbe decidere guardando la realtà, non il contrario. Ci troviamo, quindi, in una situazione assurda».
Guaiana ha continuato facendo degli esempi delle difficoltà che riscontrano i conviventi: l’impossibilità di venire a conoscenza dello stato di salute del fidanzato all’ospedale, in quanto i medici e il personale infermieristico rilasciano notizie solamente al coniuge o alla famiglia d’origine; la difficile gestione dei figli di coppie di fatto, i cui destini, se ci sono problemi tra i genitori, sono decisi dai tribunali dei minori, eccetera. Ma cosa cambia facendosi riconoscere come coppia di fatto? Da un mese a Vicenza, come in altre 84 città italiane, esiste la possibilità di ottenere la certificazione di coppia di fatto: ma c’è un riscontro positivo? «E’ un modo per equiparare – ha risposto Guaiana – le coppie non sposate a quelle matrimoniali. Con il certificato si possono vantare certi diritti, anche se la situazione migliore è quella di Torino, dove oltre alla certificazione esiste anche un ufficio utile a togliere qualsiasi discriminazione tra i vari tipi di coppia». Ma Guaiana non combatte solo per le coppie di fatto, anzi. Il suo primo obiettivo, come Radicale, è il matrimonio tra omosessuali: «Abbiamo iniziato cinque anni fa una lotta giuridica grazie ad alcune coppie omosessuali che sono andate in vari Comuni a chiedere l’affissione delle partecipazioni. A fronte del diniego hanno presentato ricorso alla Corte Costituzionale, che con sentenza 138 del 2010 ha riconosciuto il diritto fondamentale degli omosessuali di essere riconosciuti come coppia e ha richiesto al Parlamento di legiferare in merito». Due anni sono passati, ma il dibattito è partito pochi giorni fa e non nel suo testo completo.
Ma la famiglia come viene intesa in una coppia omosessuale? «Come in una coppia etero – ha risposto Guaiana – nessuna differenza, nemmeno nel crescere i figli». Eppure una coppia omosessuale, di natura, non può procreare e le differenze psico-biologiche hanno il loro peso: «Ma può adottare e son ben 100mila i bambini in Italia adottati da coppie omosessuali. Uno studio psicologico, logicamente svolto negli Stati Uniti, dimostra che i bambini cresciuti in coppie omosessuali cresce con gli stessi valori e gli stessi comportamenti dei bambini cresciuti con papà e mamma». Per la verità ci sono anche studi che dimostrano il contrario, il che la dice lunga sulla presunta infallibilità delle ricerche (in realtà molto dipende da chi le commissiona e finanzia).
Tante saranno le difficoltà per le coppie di fatto, ma ci sono anche i privilegi. Esempi? La possibilità di avere due prime case intestate, la dichiarazione dei redditi distinta, la strada preferenziale per l’asilo nido. Eppure il registro delle coppie di fatto di Padova, come in tante altre città italiane, non ha avuto molto riscontro. Non è che magari la deresponsabilizzazione di massa, ammessa dallo stesso Guaiana, si riverbera su qualsivoglia forma di “impegno” pubblico, ritorcendosi contro i promotori della “famiglia anagrafica”?

12 Commenti a Coppie di fatto, libertà o irresponsabilità?

  1. Mattia Stella 24 giu 2012 a 09:12

    Gentile Natascha,
    Lei scrive di 85 città nelle quali viene rilasciata l’attestazione anagrafica, in realtà si dovrebbe parlare di 85 (dato da verificare) comuni nei quali le coppie more uxorio sono in parte tutelate mediante strumenti quali: registro delle unioni civili (ossia la maggioranza dei casi) o il rilascio dell’attestazione/certificazione di costituzione di famiglia anagrafica per vincoli affettivi, come avviene ancora in poche città.
    La differenza esiste ed é suggellata una recente sentenza del TAR Veneto, il quale si era pronunciato su una delibera del Comune di Padova dove non fu istituito alcun registro, ma sulla base del DPR 223/89 si rilascia l’attestazione anagrafica alle coppie coabitanti etero o omo.
    Inoltre l’ amico Yuri Guaiana ha parlato di 100mila bambini in Italia con uno o entrambi genitori omosessuali, questo non grazie alle adozioni regolate da una legge molto ferrea,
    ma nella maggioranza dei casi sono figli avuti da precedenti matrimoni.
    Per quanto riguarda il riscontro che questi strumenti trovano, mi permetto di dire che in molte realtà locali il riconoscimento delle coppie di fatto é stato strumento di propaganda politica, in altre parole: alle promesse non sono seguiti i fatti, non a caso tra i famosi 85, vi sono molti Comuni nei quali si é votata l’istituzione del registro, senza poi approvare un regolamento di attuazione.

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    • Cloe 25 giu 2012 a 15:27

      E Vicenza come si posiziona? fra la propaganda o chi ha attuato?

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  2. Billy Boy 25 giu 2012 a 15:37

    Comunque, dice bene il Rudy, “Il matrimonio prevede diritti e doveri che ad oggi una coppia spesso non vuole sobbarcarsi”, ed allora la risposta è semplice: NON SPOSARSI! non è un obbligo, non preoccupiamoci, non ci verranno a cercare perchè conviventi o single o poliamanti, non frega niente a nessuno.
    Probabilmente la società è molto più avanti del Rudy, qualcuno dovrà pur spiegarglielo e lasciare che diriga le sue energie su altro.

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  3. Luana 25 giu 2012 a 15:37

    Ma il matrimonio omosessuale è il suo primo obiettivo come radicale oppure è diventato radicale perchè il suo primo obiettivo è il matrimonio omosessuale?

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  4. Cesare 25 giu 2012 a 16:06

    ‘Il matrimonio prevede diritti e doveri che ad oggi una coppia spesso non vuole sobbarcarsi’. Forse, per un refuso, c’è una parola in più nella dichiarazione di Yuri Guaiana e la parola è diritti.

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  5. Mattia Stella 25 giu 2012 a 19:15

    Caro B.B.: immagino che per Rudy Lei intenda Yuri, e quindi le posso dire che purtroppo le affermazioni qui riportate (incluse quelle tra virgolette) sono tutt’altro che letterari, a detta dello stesso Yuri che ha quindi poi letto l’articolo. Semmai Yuri ha parlato di responsabilità che in un Paese democratico ognuno si assume nel momento in cui attraverso un riconoscimento accede a diritti e doveri.
    E’ limitato credere che una coppia non si sposi per il solo fine di rifuggire doveri e altro, le assicuro che vi sono moltissime coppie formate da cittadini separati (in attesa di divorzio) che vorrebbero ricominciare nuova vita con nuovo partner, magari anche sposandosi, ma non essendo possibile, vivono in un limbo che comprende spesso solo chi vive la medesima situazione.
    A mio giudizio poi cadere nella tentazione della “dittatura del matrimonio” non é degno di un Paese civile e laico. Il matrimonio rimanga una scelta non il trampolino per accedere a determinate tutele. Non a caso nella nostra Costituzione esiste l’articolo 29, ma ancora prima troviamo, poiché gerarchicamente più importanti, gli articoli 2 e 3.
    Credere o fare finta di credere che si debba essere radicali o altro per sostenere il matrimonio tra persone dello stesso sesso, é vero quanto il presupposto per cui si debba essere cattolici per non condividere lo stesso principio. Noto che all’estero sono a favore esponenti politici importanti tutt’altro che radicali: Obama, Cameron, ecc..
    Inoltre cara Cloe: mi sento di suggerire di attendere i prossimi 12 mesi per poter serenamente valutare se Vicenza si schieri tra chi ha adottato questo provvedimento per propaganda oppure per reale convincimento . Posso dirle che noi come comitato promotore della petizione a sostegno del rilascio dell’attestazione anagrafica, al momento non possiamo fare altro che monitorare e collaborare con l’amministrazione locale affinché il tutto non rimanga un semplice pezzetto di carta; purtroppo non é un percorso breve (magari lo fosse), però almeno noi del Dir.Vi. non stiamo e non staremo a guardare. Siamo indipendenti, ma crediamo nel dialogo tra cittadini ed istituzioni.
    Infine Cesare: sarei d’accordo con lei qualora Yuri avesse veramente pronunciato quanto riportato, ma le assicuro che non é così.

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  6. Billy Boy 26 giu 2012 a 09:43

    Gentile M.S., apprezzo la sua cortesia, il signor Y.G. ha certo un garbato addetto stampa.
    Nondimeno devo rilevare che:
    se i problemi riguardano i tempi delle separazioni, si tratta di argomento diverso;
    se il tema è la responsabilità individuale è altro ancora rispetto ai diritti e doveri collegati ad uno status: che YG si chiarisca le idee lui per primo;
    condivido, la “dittatura del matrimonio” non é degna di un Paese civile e laico, ed infatti non c’è e tutti possono fare ciò che vogliono;
    l’art. 29 è espressione dei principi formulati negli articoli 1-12 Cost., è una declinazione di essi;
    non capisco cosa c’entri il discorso sui radicali;
    certamente ognuno è libero di sostenere l’unione fra chi persone dello stesso sesso, come anche di non essere cattolico e sostenere il contrario, proprio perchè il paese è civile e laico;
    in effetti la situazione è come lei descrive, leader di paesi che noi qualificheremmo “di destra” sono non contrari mentre provi a parlarne in paesi “di sinistra”;
    gli studi psicologici difficilmente “dimostrano”, spesso evidenziano, date le premesse, le modalità interpretative, con le limitazioni che, secondo questa scuola, ecc…
    in effetti la tradizione radicale è di stima verso USA e GB, e certo far esprimere questa posizione a Vicenza le fa onore: un plauso, non se ne può più di queste persone che impediscono a chi è filoamericano di esprimere la sua opinione.

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    • Manoj 11 dic 2012 a 12:52

      Stimatissimo collega BAF,che maevrigliosi consigli! Non mancherf2 di provarli (in effetti gie0 prediligo la pasta rettangolare: hai ragione e8 di gran lunga pif9 precisa per la composizione del Signor Strudel), con una particolare attenzione ai solchi trasversali.Dovrf2, ahime9, sorvolare sul brandy per l’uvetta. Secondo i medici, il cortisone cozza con l’alcol.Ora conosci uno dei miei pif9 grandi drammi personali: vado esclusivamente ad acqua. Manco la Coca-Cola, mi e8 concessa Pensa che vita triste! Eppure riesco a sostituire egregiamente i liquori in tutte le ricette.Courage!

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  7. Mattia Stella 26 giu 2012 a 10:43

    Gentile B.B., io personalmente non mi considero radicale, la mia osservazione nasce semplicemente da una domanda posta da una lettrice e comparsa subito dopo il suo commento.
    Il mio pensiero politico é diverso da quello che Lei immagina e non sono nemmeno il portavoce del Sig.Guaiana o dell’amministrazione locale. Da tempo mi occupo di diritti civili e per tale motivo la questione trova in me un forte interesse e da sempre ritengo che quando si parla di diritti l’interesse é trasversale e non può fossilizzarsi su posizioni ideologiche. I tempi di separazione sono correlati alla questione di fondo.
    In Italia é garantita su carta la libertà di scelta, nei fatti talvolta i cittadini scelgono perché lo stato ostacola le possibili alternative. Ciò non significa che chi si sposa riceva un premio, anzi….ma é indubbio che le difficoltà che riscontrano le coppie more uxorio nel nostro Paese non hanno simili nel resto della UE.
    Yuri ed io abbiamo affrontato assieme tali questioni durante una conferenza tenutasi in FestAmbiente la scorsa settimana, dall’intervento di Yuri venne estrapolato l’articolo, ma torno a dire che quanto riportato é fuorviante rispetto a quanto detto.

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  8. Natascha Baratto 27 giu 2012 a 14:03

    Gentile Mattia,
    l’articolo non è stato estrapolato dall’intervento, a cui non ho partecipato, ma da una conversazione telefonica di 45 minuti tenutasi tra me e Yuri Guaiana. Ci sono delle imprecisazioni, non quelle sulle quali si discute in questi commenti, bensì altre, menzionate nella lettera di Guaiana che in questi giorni verrà pubblicata sul sito. Credo quindi che non sia corretto nascondersi dietro ad errori giornalistici, per non rispondere alle domande sopra.

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  9. Natascha Baratto 27 giu 2012 a 14:15

    ps. 85 è una dato che mi ha dato Guaiana, grazie della precisazione aggiuntiva!

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  10. Mattia Stella 27 giu 2012 a 16:27

    Gentile Natascha, grazie per essere intervenuta.
    Sinceramente, visto quanto scritto, non pensavo ci fosse stata una conversazione diretta tra Lei e Yuri e quindi prendo atto. Noto che nelle puntualizzazioni di Yuri sono inclusi alcuni aspetti da me ripresi. Se lei ritiene io non abbia risposto a tutte le domande postami direttamente o meno, la prego di evidenziare le eventuali carenze in modo che io possa provvedere.

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