Da impiegato a contadino: a Monteviale l’orto cittadino anti-crisi
Un piccolo pezzo di terra e oltre 230 persone aderenti: l’orto sinergico di Enrico Marcolongo è appena partito ed è già un successo. «Lavoro come tecnico commerciale nel settore del fotovoltaico – racconta Enrico, 36 anni, di Monteviale – Per seguire come si deve questo progetto ho preso quattro mesi di aspettativa». Da impiegato a contadino, rigorosamente senza usare una goccia di fertilizzante chimico. Un’idea che frullava da qualche anno nella sua testa, e che la crescente crisi economica ha fatto maturare fino al grande salto. Con due concetti a fare da stella polare: «Creare posti di lavoro per i disoccupati – racconta Enrico – e dare la possibilità alla gente di avere verdura sana e a buon mercato. L’agricoltura meccanizzata si basa su un consumo enorme di petrolio, e con la tendenza dei prezzi al rialzo temo ci troveremo di fronte a una crisi anche alimentare. Il nostro orto offrirà un’alternativa grazie all’agricoltura sinergica: niente chimica, solo acqua distribuita goccia a goccia».
Il terreno, mezzo campo in tutto (meno di un ettaro), si trova ad Altavilla, ai confini con il Comune di Creazzo. Ma il progetto nasce a Monteviale, dove Enrico Marcolongo risiede. «Finalmente ho firmato il contratto per il terreno, è stato offerto da una ragazza che crede nel progetto, che lo affitta a un prezzo simbolico – racconta il neo contadino sinergico – Nei mesi scorsi avevo ottenuto l’appoggio del sindaco di Monteviale, ma per un motivo o per un altro nessun terreno in quel Comune andava bene. Il Comune comunque appoggia l’iniziativa, ha dato il patrocinio e collabora alla raccolta delle iscrizioni. Inoltre ci segnalerà persone particolarmente disagiate a cui consegneremo gratuitamente una quota delle verdure raccolte».
Riavvolgiamo il nastro. Tutto parte dunque dall’incontro Enrico e il sindaco di Monteviale Giuseppe Danieli. Nel frattempo si sparge la voce, in marzo viene aperto un blog, una ragazza propone il proprio terreno per far mettere radici all’orto, mentre altri amici offrono una motozappa e altri attrezzi. Il passaparola fa miracoli: in breve tempo si sforano le cento adesioni individuali, e al momento hanno detto sì al progetto 85 famiglie, per un totale di 230 persone. Per aderire basta inviare una mail a orto.cittadino@gmail.com
o all’ufficio servizi sociali di Monteviale (sociale@comune.monteviale.vi.it).
Ma cosa significa aderire? Qui sta il cuore del progetto, che è la partecipazione: «Chi aderisce paga una quota di iscrizione annua e poi meno di 50 euro al mese per affittare un “bancale sinergico” – spiega Enrico – Il bancale è un cumulo di terra rialzato di circa 40 centimetri, largo 120 centimetri e lungo circa 6 metri, coperto da uno strato di paglia: la paglia permetterà di preservare l’umidità della terra, manterrà controllate le erbe spontanee e con la sua decomposizione apporterà nuova sostanza al terreno, favorendo la proliferazione di lombrichi, funghi, batteri e altri microorganismi estremamente utili per ripristinare la fertilità. La grande varietà di piante inoltre, attraverso gli essudati radicali, arricchiscono il terreno di sostanze che possono essere nutrimento per un altra pianta. Ed ecco da dove nasce la sinergia: nel saper apporre varie specie vegetali affinché si sostengano e difendano a vicenda».
In cambio dell’affitto, Enrico e i suoi collaboratori coltivano e si prendono cura del bancale. Chi lo affitta si porta a casa tutte le verdure che vi crescono. Al momento il terreno disponibile copre le esigenze di sole 25 famiglie, ma è solo l’inizio. «Siamo alla ricerca di un secondo campo, che potrà dare lavoro alla prima persona, oltre a me – dice Enrico – A sua volta, con i fondi raccolti dalle adesioni al secondo campo potremo affittare un nuovo appezzamento, dando lavoro a un altro disoccupato, e così via. I disoccupati di Monteviale, inoltre, potranno venire a dare una mano nella coltivazione, imparando un mestiere e ottenendo degli sconti sui frutti della terra».
Si unisce così la solidarietà a un’idea di riconversione ecologica che punta sull’ambiente e su un circuito economico fondato sulle relazioni, più che sul denaro. Ci sono già dei contatti fra l’orto e il gruppo di acquisto solidale Tartuga di Monteviale, entusiasta dell’idea. Che è originale in tutti i sensi. L’orto infatti si smarca dall’idea classica di coltivazione biologica, come puntualizza il giovane contadino: «L’orto cittadino non aderirà al circuito del biologico perché nel biologico è ammessa una piccola parte di fertilizzanti o concimi chimici, mentre noi proprio non vogliamo utilizzarne – spiega – Questa iniziativa è solo la prima tappa di un più ampio progetto di transizione che è partito a Monteviale. Un modello nato in rete con i movimenti delle Transition Town, dello Zeitgeist Movement e della rete rurale dei Bionieri. L’obiettivo è quello di imparare a vivere in questo pianeta in armonia con l’ambiente, riducendo il più possibile la nostra impronta ecologica e il consumo di petrolio, e lo faremo costruendo fisicamente delle alternative possibili».
Stanco delle lamentele «fini a se stesse», Enrico ha deciso di «sporcarsi le mani», letteralmente, con la terra. La fiducia non gli manca, anche perché la gente sta rispondendo. E senza le persone non si va da nessuna parte: «Il primo campo è stato saturato di richieste prima ancora di essere realizzato. Per questo siamo fiduciosi di poter realizzare questo progetto, questo sogno».


Grande Enrico! Sei l’esempio vivente che cambiare vita è possibile! Complimenti per il tuo progetto!