Un giovane Anpi: il fascismo è nel senso comune razzista

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Si può avere vent’anni e sentirsi partigiano? Secondo i ragazzi per cui il fascismo è un pericolo presente, sì. Cosimo Bruzzo di anni ne ha 22 ed è uno delle centinaia di migliaia di persone di tutte le età con la tessera dell’Anpi, l’associazione dei partigiani italiani. Segretario della sezione giovanile di Rifondazione Comunista a Vicenza, è uno degli imberbi cultori della memoria resistenziale iscrittosi dopo che nel 2006, nello statuto dell’Anpi, è stato introdotto un nuovo articolo che ne apriva le porte agli antifascisti genericamente intesi, e non soltanto agli ex combattenti ormai, per ragioni anagrafiche, in via d’estinzione. Con lui, a Vicenza, ci sono ragazzi di altri partiti di sinistra, come Sel e soprattutto il Pd.
Se gli chiediamo cosa può spingere un ragazzo a identificarsi con una figura, il partigiano del 1943-45, storicamente datata, la risposta di Bruzzo è pronta: «Per portare avanti l’antifascismo e contrastare eventuali rigurgiti fascisti». In che modo, concretamente? Cosa si fa di preciso nell’Anpi, celebrazioni del 25 aprile a parte? «Una volta si organizzavano le cerimonie e si indicevano conferenze, adesso l’Anpi Giovani, soprattutto, coordina la realtà antifascista giovanile». In pratica? «Ad esempio dibattiti nelle scuole». Ma questi “rigurgiti” da dove possono venire? «Qui in Veneto a Verona la destra di stampo fascista è molto forte e rappresentata nella maggioranza, a Roma anche di recente ci sono state aggressioni. In generale i soggetti sono Casapound, i centri sociali di estrema destra, Forza Nuova, la Fiamma. Sono realtà spesso coperte finanziariamente dal Pdl, vedi proprio Roma dove il sindaco Alemanno ha praticamente regalato una sede a Casapound». Pdl, dice. E i suoi coetanei del Pdl, che propongono il 25 aprile come giorno di riconciliazione nazionale? «Rivendicano gli antichi valori ma vogliono stare dentro una cornice democratica. Per me il 25 aprile, comunque, non può essere una festa di tutti: c’era chi aveva torto e chi ragione, non si possono mettere sullo stesso piano». Il tempo non rimargina le ferite. «Prendi l’anno scorso, quando proposero di rinominare il Museo del Risorgimento e della Resistenza a Museo della Concordia: una polemica strumentale, fatta per avere visibilità sui giornali». Il neo-partigiano non concede loro la buona fede. «No».
Ma Bruzzo ne ha anche per certi suoi “compagni”. «La difesa della democrazia non dovrebbe essere solo un esercizio di memoria, come pensano quelli del Pd, ma una difesa attiva, una cinghia di trasmissione fra il passato e il presente». Non c’è il rischio che agitando il “pericolo fascista” lo si aiuti a mantenerlo in vita, invece di seppellirlo per sempre? L’antifascismo in assenza di un fascismo vero e proprio non diventa a sua volta strumentale e artificioso? «Il neo-fascismo non è più, o non solo, nostalgia, ma assumen vesti nuove, come il nazionalismo e razzismo dilaganti in Europa, vedi il governo di Orban in Ungheria, o l’affermazione della Le Pen in Francia». Il fascismo come categoria sovrastorica, eterna? «Il fascismo è una categoria storica, con caratteristiche specifiche di quell’epoca. Il problema è che le sue idee circolano ancora oggi nel senso comune, ad esempio nel no alla società multiculturale. La paura del diverso, oggi, è fascista».
I giovani dell’allora Alleanza Nazionale, nei primi due anni della lotta contro il Dal Molin Usa, manifestarono contro la base in nome di un anti-americanismo comune all’estrema sinistra, anche se basato sul principio di sovranità militare e non sol pacifismo. Oggi, 25 aprile, si festeggia in ogni caso la Patria italiana. Ci sono diversi modi di essere patrioti? «E’ un sentire anche mio, ma ai neofascisti non va dato alcuno spazio. Dopo una prima contrarietà, loro dove sono stati in tutti questi anni in cui ci siamo battuti contro le servitù militari? Il loro partito ha appoggiato la base. alla faccia del loro essere anticapitalisti e sovranisti. Predicano bene ma razzolano malissimo. Fanno ridere». Non fa tanto ridere, invece, la cancellazione della scritta in ricordo della medaglia d’oro a Vicenza come città della Resistenza: «è una vigliaccata che offende la memoria dei tanti giovani che hanno combattuto per la libertà e la democrazia: questo genere di azioni sono proprie del fascismo che come ebbe a dire Sandro Pertini, è la negazione della politica».

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8 Commenti a "Un giovane Anpi: il fascismo è nel senso comune razzista"

  1. Alberto Belloni  26 apr 2012 at 10:25

    Giovane ANPI… Un ossimoro perfetto!

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  2. mauro venzo  26 apr 2012 at 13:00

    non è colpa sua se non sa che anche il comunismo è stato ed è razzismo. e forse non sa nemmeno che si è sempre manifestato limitando la democrazia. gli avranno detto che è nella parte del giusto.

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  3. paolo T  26 apr 2012 at 15:30

    Anche ‘belloni’ può essere un ossimoro…
    Stiamo attenti alle spiritose – e pelose – fregnacce.
    Quanto a Venzo, che evidentemente non sa quello che dice, dimostra di ignorare quanto i comunisti ITALIANI hanno pagato di sangue per la libertà e la democrazia. Per esempio scommetto che ignora l’omicidio e l’occultamento alla fine del ’43, in quel di Conco, di 4 partigiani comunisti ad opera di ‘partigiani’ ‘cattolici’ o ‘moderati’ altopianesi ( vedi Vanzetto-2009,Gios-1999, Aramin-1969 ed altri).
    Una vera e propria ‘Porzus’ all’incontrario ovviamente ‘ignorata’ dalla prevalente ‘cultura’ locale (le virgolette sono ‘intenzionali’ )

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  4. mauro venzo  26 apr 2012 at 18:17

    Venzo non solo sa quel che dice ma lo ribadisce ancora. e se vogliamo parlare dei partigiani comunisti e del loro modo di intendere la democrazia vedasi la valanga di casi insabbiati o sottovalutati, passati come regolamenti di conti a partire dal locale eccidio di Schio per il quale non vale la pena di fare citazioni.
    parliamo della foiba di Lusiana o di Montemezzo…
    parliamo di tutti i vostri compagni liquidati dal vostro partito perchè diventati scomodi dopo la guerra, finiti nei gulag sovietici o nell’isola calva di Tito.
    Se vogliamo parlare di prima del fascismo per lasciar perdere i regolamenti di conti (cosa che da 70 anni vi pulisce la coscienza e vi da una buona scusa per tutte le porcherie commesse in giro per l’Italia a guerra finita) si vedano i pestaggi dei comunisti nel biennio 19-21 ai danni di popolari e liberali.
    certamente in nome della democrazia di cui il comunismo è da sempre e ovunque la negazione totale.

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    • Paolo T  28 apr 2012 at 20:32

      … e i bambini mangiati e.. e i 2 scudetti rubati alla Juve ?
      Dai che vai bene !

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  5. Billy Boy  26 apr 2012 at 21:51

    Mi so un giovinotto che volaria ‘scriverse fra i Giovani Cavouriani Del Regno,par difendere i valori contro i fascismi,comunismi,maoismi,castrismi e anca i bullismi.

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  6. Fafres Kettos  29 apr 2012 at 09:27

    Secondo noi della Gioventù Ateniese questo è un modo di vedere le cose spartano e imperialista. Ragionamoci su.

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  7. mauro venzo  29 apr 2012 at 11:36

    anche noi napoleonici abbiamo deciso di non perdere più tempo con chi non vuol capire.

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