Salton e l’intesa Variati-Galan
La settimana scorsa su questo giornale online il segretario cittadino del Pdl, Bruno Carta, ha fatto outing: sì, alle elezioni comunali 2013 c’è la possibilità di saltare lo steccato fra centrodestra e centrosinistra finendo in braccio ad Achille Variati, sindaco del Pd. Subito, col consigliere Valerio Sorrentino, si è fatta sentire la corrente locale del Pdl che con tutta probabilità vincerà il congresso provinciale del partito, cioè gli ex di Alleanza Nazionale con a capo Sergio Berlato: non esiste proprio, noi restiamo di qua – è stata la seccata replica. Il dibattito si è poi esteso con smentite e controsmentite dall’una e dall’altra parte, ma significativamente hanno taciuto le due direttamente interessate: la frangia ex forzista nel Pdl e lo stesso Achillone (il Pd, come al solito, c’è ma è come se non ci fosse).
E si capisce, perchè il progetto c’è, eccome se c’è. Da un lato abbiamo un Pdl in cui gli ex Forza Italia a Vicenza sono in minoranza, a livello politico non possono più contare sul primato della magia berlusconiana e hanno un referente regionale, il disoccupato Giancarlo Galan, che nelle sue cene tesse le lodi di Variati e punta a nuove formule centriste e moderate. Cosa ci stanno a fare in un partito egemonizzato dagli aennisti, messi all’angolo da un Berlato che ha in pugno la situazione? Inoltre bisogna tenere presente che in città non c’è differenza fra loro e il sistema-Variati nei rapporti coi poteri forti dominanti. Pensiamo a chi firma il cantiere della nuova Fiera, ad esempio: il raggruppamento Maltauro (azienda politicamente molto trasversale), che include la Gemmo (storicamente vicina a Galan), lo studio Altieri (vicino a Lia Sartori, la galaniana eminenza grigia dei forzisti Pdl) e lo studio Albanese (dell’architetto omonimo, dato dall stesso Carta come sodale di Variati).
Oppure basta vedere con quale intensità barricadiera il Pdl ha fatto opposizione in consiglio comunale: in una scala discendente, proprio la Sartori, con la scusa degl impegni da europarlamentare, in quasi quattro anni non ne ha fatta neppure un minuto. Al contrario, a parte Meridio e solo in certi settori Abalti, il contrasto in aula e sulla stampa è stato di prammatica, accomodante, molto, forse troppo costruttivo (si vedano la condotta del capogruppo Franzina, altro ex Fi, sul piano casa, o in generale la scarsa combattività sulle nomine partitocratiche e personalistiche in Aim, sullo spregio della dignità del consiglio, sul controllo dei conti a cominciare dal tesoretto autostradale ecc).
E poi ieri la nomina di Gildo Salton, ex presidente della multiutility trevigiana Ascopiave, a presidente di Aim Servizi a Rete. A parte la bravura manageriale, trattasi di un uomo assai legato a Galan, come tutti gli addetti ai lavori sanno. La sua scelta, dunque, non è politicamente casuale ed è l’ultimo tassello del mosaico.
Dall’altro lato c’è un Partito Democratico spento, senza voce, che serve al sindaco come serbatoio di consensi e galoppini elettorali, e una strategia variatiana che, per come si sta evolvendo il quadro politico nazionale, mira a rilanciare l’idea di “forza civica” ecumenica ed espansiva (la “melassa rumoriana”). Carta è un ex Dc, la Sartori una ex Psi: tutta gente della Prima Repubblica, che con quel democristiano purosangue di Achille se la intende alla grande. L’espansione avvolgente verso il centro e la destra, già realizzata senza significativi intoppi con l’Udc e Cicero, può benissimo proseguire annettendosi gli scontenti pidiellini. Il listone Variati si allargherebbe ancora di più, costringendo le sinistre (Sel, Rifondazione, PdCI) a non poter accettare un’alleanza organica fin da subito, e lasciandole con un palmo di naso al secondo turno. Si troverebbero emarginati anche gli ex Ds nel Pd, come Poletto, la Lazzari e Dalla Pozza, dei quali il sindaco si sbarazzerebbe volentieri.
Fuorigioco la Provincia, utile parco di collocamento per personaggi in disgrazia, malvisti o di seconda fila, per le candidature e i posti in giunta comunale nel 2013 sarà una guerra, e il generale Achille sembra avere le carte migliori in mano. Magari senza candidarsi lui in prima persona, perchè le sue mire guardano al parlamento (sarebbe l’ultimo rumoriano a Roma) o alla presidenza della Regione. L’importante è affermare il variatismo, continuazione della Dc con altri mezzi – ma gli stessi uomini, più o meno.



Ma una domanda c’è….chi mettere al posto di Salton? e il disegno finale quindi quale sarebbe???
Nella tua foga anti-politica e da bastian contrario, continui a vedere quello che hai deciso di vedere.
Buon per te…..
Comunque buone feste
M. Franzina
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o perbacco…