Tutto chiuso, Vicenza non rockeggia
Il Medioevo per la musica live in città è cominciato. E durerà a lungo, secondo gli addetti al settore. Il 2011 ha registrato un giro di vite su tutte le attività concertistiche di piccola e media dimensione sparse nei vari locali. Vuoi per la chiacchierata ordinanza comunale (poi annullata dalla Corte di Cassazione), vuoi per la chiusura di alcuni bar musicali, vuoi ancora per la recessione in atto, che ha ridotto – o azzerato – la programmazione dal vivo di numerosi punti di riferimento cittadini.
«Di fronte alla risposta sonnolenta del pubblico, i gestori preferiscono non rischiare di sostenere costi aggiuntivi per gli eventi live» sottolinea Alberto Colpo, della Occasional Disaster Booking, agenzia punk-rock-blues che ha animato le serate vicentine negli ultimi tre anni al Sartea, al Totem e al Sabotage, e che da qualche mese è ufficialmente chiusa. «Ci siamo presi un anno sabbatico». Cause: la chiusura di alcuni locali partner, la mancanza di un ritorno economico, la guerra sugli orari col Comune. «Far smettere di suonare alle 23.30 significa ridurre a 2 le ore di show necessarie per ammortare i costi organizzativi».
In realtà la disciplina sugli orari dei pubblici esercizi che offrono intrattenimento musicale, regolata da una legge regionale, non è mai cambiata. Solo che fino ad un po’ di tempo fa vigeva una certa tolleranza nella sua applicazione. Ora invece il Comune non concede sconti, nel quadro di una normativa farraginosa che, come a suo tempo denunciato da Gianluca Moretto, titolare del Bar Astra, a ben vedere imporrebbe la licenza di pubblico spettacolo a chiunque voglia fare musica dal vivo, in una sostanziale confusione tra “concertino” e discoteca.
Promuovere la musica live non conviene più. All’Astra non si suona. Al Borsa si prova a fare qualcosa, ma spesso cautamente in orario aperitivo. Il Sartea, dopo multe e chiusure forzate, sta proponendo una timida stagione natalizia, ma senza garanzia di continuità. Poi ci sono lo Smeraldo, che propone eventi spot, e Julien, dove l’affollamento di avventori affamati e vocianti sacrifica l’ascolto. L’House of Blues Cafè, con la nuova gestione, offre concerti settimanali, ma solo jazz o in acustico. Infine i piccoli locali periferici, come il Bar del Sole, che però hanno una presa limitata.
«Se conti che hanno chiuso Jack Hole, Route 66, Monster Joe e tanti altri, il mercato è praticamente libero» commenta ironico Giovanni “Pepo” Todescato, che ha abbassato le serrande sul suo Sabotage a fine maggio 2011. Oltre al Totem, che ha appena riaperto, resta solo l’Art Cafè Live a Ponte Alto a proporre una programmazione rockettara stabile. E anche lì si mormora che le cose non vadano bene.
«Questa città è ciclica in materia – sentenzia Colpo – Per tre anni abbiamo assistito ad una miriade di iniziative, ma il tutto si è poi rivelato un fuoco di paglia. Il pubblico è invecchiato e non c’è stato ricambio, anche perché i giovani espatriano per studiare all’Università». Giovanni invece ha una visione più critica del fenomeno: «L’esplosione della musica dal vivo del 2008 è nata sulla scia degli inizi della crisi economica: si è pensato che potesse riempire i locali, e così si è sparpagliata l’utenza in decine di proposte schizofreniche senza educare il pubblico all’ascolto. Il risultato è che a Vicenza non esiste una scena colta, non c’è supporto».
Allo stesso modo la pensa Giacomo Arrigo, fondatore nel 2006 della Rocky Rocketz Management (booking punk-metal-stoner): «Io lavoro da Napoli a Bolzano, ma a Vicenza è impossibile. Solo all’E-20 delle Alte riesco a fare qualcosa. La musica è come una torta, e per alcuni anni troppa gente ha voluto mangiarla, anche senza competenze, mandando in crisi tutto il sistema».
Sono molteplici, in definitiva, i fattori che hanno spento la musica live in città. E ora che il decesso è ufficiale, in attesa di un nuovo Rinascimento viene da porsi una domanda, come fa Alberto: «Lo spazio silenzioso è anche vuoto, così come lo sono le vie del centro di sera. Da cosa verrà riempito ora, se non dal disagio?».


bella frà…
Francesca, un paio di dettagli tecnico/normativi: la licenza di pubblico spettacolo dovrebbe spettare solo ai locali di pubblico spettacolo, mentre un bar che offre un concerto o un dj (occasionalmente o continuativamente) potrebbe sfruttare un “permesso per concertino”. Esiste invece una normativa regionale sull’inquinamento acustico le cui tabelle risultano piuttosto chiara sul sito Arpav – http://www.arpa.veneto.it/glossario_amb/htm/rumore.asp
Quello che non viene spesso ricordato è che per rilevare l’inquinamento acustico, quello che caratterizza gli ormai famosi “bar fracassoni” del nostro pessimo Achille Variati, è necessario uno strumento detto fonometro. Detto fonometro non rientra nella normale dotazione dell’autorità preposta alla rilevazione dell’infrazione, ovvero i tutori dell’ordine. I quali si sono spesso basati, nell’elevazione delle loro contravvenzioni, del proprio orecchio – un vero e proprio orecchio assoluto, nello specifico! – e della propria furbizia – registratore di cassa ancora attivo 5 minuti oltre l’orario di chiusura dichiarato del locale, porte aperte o clienti ancora all’interno del locale oltre l’orario di chiusura dichiarato ecc.
Ci sarebbero altre cose da sottolineare e tante altre questioni da discutere, ma per ora mi limiterò a riflettere su un concetto espresso anche da Alberto Belloni nel suo ultimo intervento su queste pagine: l’oscurantismo della giunta di centro sinistra è stato, nell’ultimo biennio, importante e lesivo nei confronti della cultura cittadina. Ed è qualcosa di cui questa giunta, prima o poi, dovrà rispondere. Perchè sono inutili le iniziative colossal una tantum, sono inutili gli interventi (discutibili più nella pratica che nell’idea e nell’impegno, per la verità) di riqualificazione di Campo Marzo e sono inutili le notti bianche se poi noi “giovani” ci ritroviamo il 95% dell’anno a guardarci con fare perplesso ed ad interrogarci con una questione di siloniana memoria: e ora, che fare?
Salve a tutti , dico che tristezza , si altro non si può dire è una tristezza .
Il problema in Italia è sempre lo stesso , chi fa le leggi non ha competenza nel campo , non pensa a chiamare in questo caso i Gestori e porsi una domanda , ok facciamo questa legge ma che benefici comporta e che disagi comporta ??
Cara Regione Veneto , dico Regione Veneto perchè abbiamo solo Noi questa bellissima Legge Coprifuoco da tempi di guerra , se non ci sono soldi per le Forze dell’Ordine non si può punire indistintamente tutti vendendo paura alla gente , vendendo che il problema siano i locali , credendo che spegnere la musica tutti i giovani vadano a casa a far la calza , dopo una giornata o settimana di lavoro (per chi è fortunato).
Rispondo da Gestore e se qualche Gestore nota che non corrisponde al vero commenti queste mie righe .
Allora fare una prova Fonometrica per ottenere i permessi ha costi non indifferenti che variano dai €300 a €500/1000 dipende dal Locale , oltretutto questa prova Fonometrica viene fatta nel proprio Impianto cioè quello del Locale/Bar , succede che indovinate un pò , ogni Gruppo o Dj o Karaoke ha e usa 99 su 100 il proprio di impianto quindi fate Voi . Ok ci sono Gruppi o Dj che adesso si stanno attrezzando e hanno loro la prova Fonometrica sul proprio Impianto che Naturalmente han pagato , indovinate un pò che succede ? Succede che un gruppo o un Dj ti costa €50/100 di più di quel che costava prima , da sommare a spese S.I.A.E , percentuale incasso , costo dipendenti . Noi siamo per tanti i più gran evasori perchè non battiamo lo scontrino , deve finire sta storia , vanno in Tv e vendono cosa ?? La guerra fra poveri , noi commercianti ruotiamo attorno all’operaio è questa la realtà come in tutta Italia , noi Commercianti cari Politici di Destra Sinistra e Centro abbiamo una pressione fiscale pari al 52.7% a conti fatti , ditelo alla persone a che livelli siete arrivati , ditelo alle persone che le dipendenti vanno pagate e ci costano il doppio di quel che prendono in busta paga e per forza devi assumere se hai un locale anche di 50mq se devi fare un panino mica puoi lasciare cassa e locale incustodito , dite alle persone che paghiamo €2.000 di commercialista l’anno , ditelo alle persone che per una Tv paghiamo canone speciale per locali alla R.A.I , tassa S.I.A.E sempre per la Tv , in più non contenti la regione Veneto ti fa pagare un’altra Tassa sempre per la Tv , ditelo che acqua luce e gas lo paghiamo 3 volte quel che costa a un privato e non scherzo 3 volte costa andate a guardare .. ditele ste cose . Unica cosa che ci da respiro sono appunto le feste che nella maggior parte dei casi iniziano appunto alle 22.30/23.00 figuriamoci spegner tutto alle 23.30 e come prendere €500 e regalarli al primo che passa , questi sono gli orari della società di oggi , non so sembra viviate sulla luna Voi politici , questa è la società si lavora fino alle 18/18.30 si va a casa 19.30/20 si mangia xkè ormai si lavora tutti in famiglia , la casalinga non esiste più perchè non si c’è la fa con 1 stipendio svegliatevi , alle 20.30/21 doccia , poi si chiacchera un pò a casa , si va a prender la ragazza o gli amici e si va , indovinate sono le 22.30/23 , certo Voi dall’alto del pianeta Marte non ve ne siete ancora accorti .
Buona continuazione .