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Pdl, Berlato vs Sartori: è scontro frontale

L’europarlamentare e vice-coordinatore provinciale del Pdl vicentino, Sergio Berlato, risponde a muso duro all’attacco ricevuto dall’ex governatore veneto Giancarlo Galan (che ha invitato espressamente a non votare uno come lui), capocorrente di Amalia Sartori, rivale diretta nel partito a Vicenza. Il comunicato ufficiale apparso sul blog del Pdl berico fa capire fra le righe che l’esposto anonimo sulle presunte tessere fasulle contestate a Berlato siano una mossa dovuta alla lotta interna in vista del congresso provinciale che dovrebbe tenersi fra gennaio e febbraio.
Berlato chiarisce che esiste uno scontro frontale fra lui e la Sartori: «Per l’on. Sartori l’organizzazione interna sembra essere una perdita di tempo. Per l’on. Sergio Berlato il coinvolgimento nelle scelte del Partito da parte degli eletti, dei nominati e della base degli iscritti è condizione indispensabile per il rilancio della proposta politica del Partito. Due modi molto diversi di concepire la politica che si potranno confrontare al prossimo congresso provinciale, interpretati in prima persona dall’on. Sergio Berlato e dall’on. Lia Sartori. Per chiarezza e rispetto nei confronti della base degli iscritti e dell’intero elettorato, è indispensabile che gli esponenti di questi due diversi modi di fare politica si confrontino direttamente ed in prima persona, senza usare prestanome o interposte persone».
L’euronorevole ventila l’ipotesi che il partito si spacchi ma annuncia di voler tirare diritto: «Se non sara’ possibile arrivare ad un congresso unitario, opzione che continuiamo a privilegiare, la futura organizzazione interna e la linea politica del Partito vicentino saranno stabilite dalla comunità umana e politica che riceverà la maggioranza dei consensi della base degli iscritti che si recheranno al congresso per esercitare il diritto di voto, nel rispetto delle linee guida e dei principi riportati nel documento programmatico che verrà presentato al congresso».
Quanto alla polemica sul tesseramento effettuato, secondo Berlato è «sollevata ad arte da chi non vorrebbe che si celebrasse il congresso provinciale perchè terrorizzato dall’idea di perdere la gestione del potere esercitata in modo alquanto discutibile negli ultimi quindici anni».
Infine, una pesantissima accusa con possibili strascichi giudiziari rivolta all’avversaria: se «la magistratura ordinaria avesse del tempo a disposizione, ci auguriamo lo possa dedicare alla verifica sulla regolarità delle assegnazioni degli appalti pubblici effettuate in Veneto negli ultimi quindici anni, partendo dal settore sanità e finendo con le grandi opere infrastrutturali. Da troppo tempo sul territorio sentiamo continue lamentele di chi non si spiega come mai la maggior parte degli appalti sembra essere assegnata ai soliti studi di progettazione e realizzati dalle stesse imprese di costruzione».

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